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I
pollini vengono rilasciati da piante e da alberi in
diverse stagioni dell’anno (la maggior parte di essi
libera pollini in primavera). La funzione principale dei
pollini è quella di fertilizzare altre piante della
stessa o di diversa specie; in realtà, nella maggior
parte dei casi, i pollini raggiungono un bersaglio
differente, e cioè il sistema respiratorio dell’uomo
(naso, gola, bronchi) e gli occhi, con il risultato di
provocare i disturbi tipici delle allergie respiratorie
(rinite, starnutazioni, tosse, asma, congiuntivite).
Altra
caratteristica singolare dei pollini è che da essi non ci
si può difendere! Possiamo, ad esempio, limitare
l’esposizione alla polvere, oppure evitare di assumere
farmaci o alimenti ai quali siamo allergici, ma non
possiamo evitare di esporci ai pollini, essi sono
nell’aria che respiriamo.
Se
ciò non bastasse, alcune piante producono grandissime
quantità di polline: l’ambrosia, per esempio, può
produrre fino ad un milione di granuli di polline in un
giorno!).
Per
fortuna non tutti i pollini causano allergie: alcuni di
essi sono di dimensioni troppo elevate, per cui non
possono essere dispersi dal vento: la gran parte delle
piante che producono fiori decorativi producono polline
che viene trasportato dagli insetti.
Si
intuisce che a seconda delle caratteristiche del polline,
esso si può depositare più o meno vicino alla sorgente
da cui viene liberato: nella maggior parte dei casi i
pollini vengono trasportati dal vento a distanze
notevolissime (è stato trovato polline di betulla oltre i
1.000 km di distanza); ovviamente la maggior quantità di
polline ricade vicina alla sorgente di produzione.
Le
piante liberano il polline in genere nelle prime ore della
giornata, per cui esso raggiunge le massime concentrazioni
tra le 10.00 e le 16.00.
La
pollinazione è influenzata dalle condizioni
meteorologiche: giornate ventose e calde favoriscono la
diffusione dei pollini, al contrario di giornate piovose.
A nord il polline viene liberato in ritardo rispetto al
sud (circa un mese di differenza). Inoltre le condizioni
meteo influenzano anche le pollinazione delle stagioni
degli anni successivi: un estate calda e secca può
portare ad una maggiore produzione di polline l’anno
successivo. Per alcune piante, invece, esiste il fenomeno
dell’alternanza: ad una stagione di produzione
abbondante, segue una stagione con produzione carente (per
alcune piante ad intervalli di un anno, per altre di 2, 3,
4 anni).
Consigli
per la stagione di pollinazione
Usare
deumidificatori e condizionatori d’aria con filtri
antipolline (sia a casa che in auto).
Non
tenere i finestrini aperti in auto (l’auto diventa una
trappola per i pollini).
In
moto utilizzare sempre il casco integrale.
In
casa tenere solo piante con fiori decorativi (tulipani,
gigli, ecc.).
Evitare
di fare attività fisica tra le 10.00 e le 16.00.
Ricordare
di tenere le finestre chiuse in queste ore della giornata.
Quando
rientriamo dalla nostra giornata di lavoro, farsi una
doccia e cambiarsi d’abito in modo da rimuovere i
pollini che possono essersi depositati su di noi e sui
nostri abiti.
Sarebbe
ottimale che l’asciugatura degli abiti appena lavati
possa essere fatta utilizzando gli asciugabiancheria
piuttosto che mediante esposizione degli abiti
all’esterno.
Coloro
che per professione si espongono ai pollini è preferibile
che utilizzino maschere con filtri antipolline.
Programmare
vacanze in luoghi con stagioni a basso contenuto di
polline (magari dopo aver consultato le conte polliniche
del luogo dell’anno precedente).
Non
usare purificatori d’aria di piccole dimensioni e
apparecchi che liberano ozono, in quanto lo stesso è un
irritante per chi soffre di allergie respiratorie.
Evitare
tutti i fattori irritanti più diffusi, come il fumo, la
polvere, gli spray, le pitturazioni.
Ulteriori
informazioni
Calendari
pollinici delle piante più conosciute
Crossreattività
di pollini e alimenti
Gli strumenti per la conta dei
pollini
Sono
in commercio strumenti che funzionano con principi
diversi: per deposizione gravitazionale (campionatore di
Durham), ad impatto (campionatore di Rotorod) e per
aspirazione (campionatore di Hirst). Sono tecniche diverse
per raccogliere il polline su una superficie adesiva in
una determinata unità di tempo, affinché poi possa
essere identificato e
quantificato al microscopio.
E’
auspicabile che si diffondano sempre di più gli strumenti
per il monitoraggio dei pollini nell’atmosfera in quanto
grazie ad essi possiamo conoscere la concentrazione di
pollini in una determinata area in qualsiasi periodo dell’anno.
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