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PRIMO
LIVELLO: anamnesi e test cutanei
L'anamnesi, cioe' la raccolta strutturata
delle informazioni sui sintomi del paziente, e' spesso dirimente e fortemente
indicativa di una diagnosi.
I test cutanei rappresentano i mezzi
diagnostici di prima scelta: consentono quasi sempre la diagnosi della malattia
allergica. Essi sono peraltro di facile esecuzione, affidabili, di basso costo e
danno risposte rapide. Sono eseguiti ormai quasi esclusivamente con la metodica
del prick test (cioè pungendo una goccia di estratto posata sulla superficie
volare dell'avambraccio). Quasi abbandonati i test intradermici. Invece
correntemente usati per diagnosticare le dermatiti allergiche da contatto sono i
patch test: essi consistono nell'applicazione di cerotti contenenti le varie
sostanze causa della dermatite sulla schiena del paziente. Devono essere tenuti
sulla schiena per almeno 48 ore.
Test cutanei con alimenti freschi (prick by prick).
Vengono utilizzati talvolta nei casi di allergia alimentare. Si utilizza
l'alimento fresco invece dell'estratto diagnostico (per pochi alimenti esistono
degli standard di riferimento internazionale; inoltre, alcuni alimenti come
frutta e verdura fresca hanno allergeni molto labili per cui gli estratti
possono non essere completamente affidabili.
SECONDO LIVELLO:
PRIST e RAST
Il dosaggio delle IgE totali (PRIST)
è usato molto poco, perche' produce risultati poco indicativi. Serve solo a
valutare il numero delle IgE (gli anticorpi delle allergie) nel sangue: per un
adulto non dovrebbe superare il numero di 100-120 kU/l. Nelle allergie si puo'
arrivare anche a concentrazioni 10 volte piu' elevate! In realta' ci sono anche
altre patologie nelle quali questo valore di laboratorio puo' essere aumentato.
Non da' assolutamente indicazioni sulla causa dell'allergia.
Il dosaggio delle IgE specifiche (RAST)
serve a valutare quante IgE contro una determinata sostanza (un polline, per
es.) ci sono nel sangue. Da' indicazioni sulla causa dell'allergia. Va
assolutamente evitato l'uso smodato di questo esame di laboratorio, come di
recente ha anche raccomandato l'O.M.S.. L'allergologo la prescrive solo quando
le indagini di primo livello non dirimono il quesito diagnostico; eventualmente
quindi viene mirata solo verso quegli allergeni sospetti. Da evitare
prescrizioni di RAST generico contro tutti gli inalanti e/o alimenti.
TERZO LIVELLO: test di
provocazione
Test di provocazione specifici:
sono rappresentati dai test di provocazione nasale, bronchiale, congiuntivale per
le allergie respiratorie; invece vengono eseguiti test
di scatenamento per le allergie alimentari e per le allergie a
farmaci: in realta' questi ultimi non sono molto utilizzati in quanto possono
essere eseguiti solo in
strutture dotate di rianimazione. Sono sicuramente piu' utilizzati i test di
provocazione nasale: rimangono comunque indagini di terzo livello, quindi riservate solo
a quei casi che non vengono diagnosticati utilizzando le indagini di primo e
secondo livello. Di esecuzione semplice, ma estremamente
sofisticati (si eseguono con i rinomanometri, strumenti che misurano la quantità d'aria che attraversa le due narici nasali e la resistenza
offerta al passaggio dell'aria) e indaginosi: un buon esame puo' richiedere 2-3
ore. Per la loro esecuzione e' richiesta una specifica competenza e
strumentazione.
Altri: test di esposizione orale (con molecola
farmacologica alternativa a quella causa di reazione). Rappresenta una delle
poche possibilita' di dare delle risposte chiare ai pazienti che hanno sofferto
di reazioni a farmaci. Spesso nei casi di reazioni a farmaci la diagnostica di
primo e secondo livello e' completamente inutile (comunque puo' dare indicazioni
sulla responsabilita' di un farmaco, ma non fornisce le necessarie informazioni
su quali farmaci assumere in futuro in caso di necessita'). Il test di
esposizione orale richiede una formazione specialistica e viene eseguito in
strutture specialistiche attrezzate. Dura circa tre ore. Il paziente deve
assumere per bocca ad intervalli di 30 minuti delle diluizioni di una molecola
che l'allergologo ha preventivamente individuato in base alla storia
farmacologica.
Test di tolleranza con anestetico locale.
Viene richiesto di solito dagli odontoiatri in pazienti che hanno avuto reazioni
con gli anestetici. E' un test che richiede una specifica competenza. Dura circa
2 ore. Viene eseguito mediante prick, iniezioni intradermo e sottocutanee di
diluizioni dell'anestetico che l'allergologo ha individuato in precedenza.
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