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L'ALLERGOLOGO RISPONDE
Gentile lettrice, la presenza di animali domestici determina anche un aumento della presenza degli acari della polvere. Sarebbe ovvio consigliarle di rinunciare. Ad ogni modo esistono anche i vaccini, ma se un paziente ha anche l'allergia agli acari dovrà vaccinarsi anche per essi. La vaccinazione dure dai 3 ai 5 anni e ha anche un certo costo. Infine specie nei primi anni in cui verrà eseguita la vaccinazione dovrà osservare delle norme di cautela per evitare di respirare concentrazioni elevate di allergene dell'animale domestico, specie nel giorno della vaccinazione (parlo di vaccinazione per via iniettiva). Grazie della domanda.
Dott. Giuseppe Casale
L'ALLERGOLOGO RISPONDE
Gentile lettore, innanzitutto bisogna valutare le motivazioni della scarsa efficacia del vaccino sublinguale. In realtà, faccio parte di un gruppo ormai ristretto di specialisti allergologi che preferisce ancora l'immunoterapia tradizionale (quella per via iniettiva, effettuata con iniezioni sottocutanee nelle braccia): pare che al momento attuale solo il 30% degli specialisti prescriva immunotrapia iniettiva. Con questo non intendo dire che la terapia sublinguale non ha funzionato solo perchè sublinguale: bisogna attentamente analizzare la situazione specifica. Solo dopo si potrebbe prendere in considerazione un altro ciclo di immunoterapia, specie se la condizione clinica del ragazzo lo richiede (la tosse potrebbe indicare un iniziale coinvolgimento dei bronchi). Faccia visitare di nuovo suo figlio dal suo allergologo di fiducia e descriva i sintomi che il ragazzo riferisce. Grazie della domanda e cordiali saluti.
Dott. Giuseppe Casale
L'ALLERGOLOGO RISPONDE
Gentile lettore, io non prescrivo mai una terapia iposensibilizzante se non ho test cutanei positivi. Il Rast (dosaggio delle IgE specifiche) può servire talvolta a chiarire dei dubbi che eventualmente il test può lasciare, ma da solo non è sufficiente a prendere una decisione così importante pr il paziente (un vaccino dura dai tre ai cinque anni e ha un certo costo). Inoltre prima di prescrivere un vaccino desensibilizzante deve essere provata la correlazione precisa tra la causa identificata con il test e i sintomi provocati dalla stessa. Mi capita di ossevare casi gunti alla mia osservazione per sintomi cutanei che poi risultano positivi ad allergeni inalanti che non sono comunque responsabili dei sintomi sulla pelle. In questi casi, quando il paziente conferma l'assenza di sintomi di tipo respiratoro, certamente non consiglio la vaccinazione. Grazie della domanda e cordiali saluti.
Dott. Giuseppe Casale
L'ALLERGOLOGO RISPONDE
Gentile lettore, il prick test non dovrebbe essere influenzato da stati d'ansia: la positività al prick test è espressa dalla comparsa di un pomfo sulla pelle. Ho scelto di usare il condizionale perchè ritengo che qualsiasi segnale ci venga lanciato dai pazienti va sempre preso in attenta considerazione. Può succedere che un paziente risulti positivo a un polline e non abbia sintomi legati alla positività (non è la regola). E' corretto disinfettare prima l'avambraccio. Quando perangono dubbi dopo un prick test può essere preso in considerazione un esame di laboratorio (il dosaggio delle IgE specifiche): esso indica la quantità di IgE (i cosiddetti anticorpi dell'allergia) verso una particolare sostanza, nel suo caso per es. le graminacee; quindi potrebbe confermare o meno il risultato del prick test. Grazie della domanda e cordiali saluti.
Dott. Giuseppe Casale
Buongiorno,a mio padre da un po' di tempo succede che gli si gonfia la bocca, quasi sempre un paio di ore dopo avere o pranzato o cenato...ha fatto le prove allergologiche ma non è risultato allergico a nessun alimento. Quando gli si presenta (e lui inizia a percepirla con una specie di intorpidimento del labbro) deve subito fare una iniezione di cortisone; fino al giorno dopo la bocca permane gonfia, poi passa tutto. Il medico di famiglia gli ha detto che le allergie sono come la "fantasia" e che non possiamo sapere a cosa è dovuto..praticamente deve convivere con l'iniezione di cortisone in tasca....A chi ci possiamo rivolgere per avere un parere più specialistico e soprattutto, quali prove più attentibili dovrebbe fare?grazie millefiammetta
L'ALLERGOLOGO RISPONDE
Gentile lettrice, i pazienti affetti da sospetta allergia alimentare possono eseguire prick test per alimenti, dosaggio delle IgE specifiche, prick by prick e test di provocazione. Ne parli con il suo allergologo. Grazie della domanda e cordiali saluti.
Dott. Giuseppe Casale
L'ALLERGOLOGO RISPONDE
Gentile lettrice, in commercio esistono solo dei farmaci che possono attenuare i sintomi provocati da un'intolleranza alimentare. La migliore cura rimane l'allontanamento dell'alimento dalla propria dieta. Per quanto riguarda la sua professione, se il problema fosse solo il contatto, non ci sarebbero problemi; se invece deve anche assaggiare con regolarità gli alimenti a cui risulta intollerante, questo potrebbe crearle dei problemi. Nella vita ritengo che siano molto fortunati coloro che possono fare un lavoro che amano, ma se per fare un lavoro che si ama si deve stare sempre male, alla fine si arriva a non amarlo comunque più. Grazie della domanda, cordiali saluti e auguri per un lavoro che la renda felice.
Dott. Giuseppe Casale
L'ALLERGOLOGO RISPONDE
Gentile lettrice, la causa di una sospetta dermatite allergica da contatto può essere identificata solo mediante patch test. Il test si effettua applicando per 48 ore dei cerotti contenenti diversi allergeni sul dorso. Il test viene letto dopo 48 e dopo 72 ore. Si rivolga al suo allergologo. Grazie della domanda e cordiali saluti.
Dott. Giuseppe Casale
L'ALLERGOLOGO RISPONDE
Gentile lettrice, ovviamente intuisce che è indispensabile visitare il paziente poter effettuare una diagnosi, specie quando si tratta di problemi cutanei. Ad ogni modo mi capita di vedere tanti casi dermatite da contatto localizzata agli arti inferiori: in questi casi è determinante effettuare il patch test (un test che si effettua applicando dei cerotti (contenenti una serie di sostanze) sul dorso, da tenere per 48 ore; la lettura del test deve ese effettualemnoa 48 e a 72 ore). Il patch test potrà chiarire se si tratta di una dermatite allergica e a quale sostanza. Si rivolga al suo allergologo di fiducia. Grazie della domanda e distinti saluti.
Dott. Giuseppe Casale