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 L'ALLERGOLOGO ON LINE .....

  Sono pubblicate le risposte alle domande selezionate nel mese di gennaio 2010  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
allergia al gatto
89 Sabato 23 Gennaio 2010 15:10
chiu
 
Sono una donna di 40 anni e mi piacciono moltissimo i gatti. Sono allergica a questi animali nonostante tutto ne ho avuti 2 per un breve periodo, circa un anno. Con uno non ho avuto alcun problema con l'altro la mia respirazione è peggiorata.Dopo 10 anni mi ritrovo col desiderio di avere ancora un gatto.Ho pensatoo di fare il vaccino.E' utile? Io sono anche allergica agli acari della polvere oltre ad alcune piante.  

 

L'ALLERGOLOGO RISPONDE

Gentile lettrice, la presenza di animali domestici determina anche un aumento della presenza degli acari della polvere. Sarebbe ovvio consigliarle di rinunciare. Ad ogni modo esistono anche i vaccini, ma se un paziente ha anche l'allergia agli acari dovrà vaccinarsi anche per essi. La vaccinazione dure dai 3 ai 5 anni e ha anche un certo costo. Infine specie nei primi anni in cui verrà eseguita la vaccinazione dovrà osservare delle norme di cautela per evitare di respirare concentrazioni elevate di allergene dell'animale domestico, specie nel giorno della vaccinazione (parlo di vaccinazione per via iniettiva). Grazie della domanda.

Dott. Giuseppe Casale

Medico Chirurgo
Specialista in Allergologia
ed Immunologia clinica
International member della AAAAI (Accademia Americana di Allergologia,Asma ed Immunologia)

  


 
Cicli lunghi di medicinali.
88 Lunedì 11 Gennaio 2010 09:22
Mimmo
 
Gent.le/li Dottore/i, ho un figlio di 17 anni, che da bambino è allergico agli acari della polvere e graminacee varie. Nel 1999 ha iniziato un ciclo di vaccino sublinguale, che però non ha portato a soluzioni e di fatti a tutt'oggi soffre di allergia, con occhi rossi, rinite e durante la stagione invernale basta un colpo d'aria fredda e passa dal bruciore alla gola alla tosse stizzosa. L'allergolo che lo segue gli ha dato una terapia abbastanza lunga: da metà ottobre a metà novembre Tilarin spray; da metà novembre a metà gennaio Nasonex e xyzal; poi a seguire un mese di Singulair e quando ha la tosse Aliflus o Symbicort Mite (anche per mesi se necessario), poi a maggio riprende con gli antistaminici per un paio di mesi. La mia domanda è: assumere medicinali per cicli di tempo così lunghi può comportare altri problemi? Sarebbe il caso di rifare un'altro ciclo di vaccino?grazie per la Vostra gentilezza e buon lavoro.

L'ALLERGOLOGO RISPONDE

Gentile lettore, innanzitutto bisogna valutare le motivazioni della scarsa efficacia del vaccino sublinguale. In realtà, faccio parte di un gruppo ormai ristretto di specialisti allergologi che preferisce ancora l'immunoterapia tradizionale (quella per via iniettiva, effettuata con iniezioni sottocutanee nelle braccia): pare che al momento attuale solo il 30% degli specialisti prescriva immunotrapia iniettiva. Con questo non intendo dire che la terapia sublinguale non ha funzionato solo perchè sublinguale: bisogna attentamente analizzare la situazione specifica. Solo dopo si potrebbe prendere in considerazione un altro ciclo di immunoterapia, specie se la condizione clinica del ragazzo lo richiede (la tosse potrebbe indicare un iniziale coinvolgimento dei bronchi). Faccia visitare di nuovo suo figlio dal suo allergologo di fiducia e descriva i sintomi che il ragazzo riferisce. Grazie della domanda e cordiali saluti.

Dott. Giuseppe Casale

Medico Chirurgo
Specialista in Allergologia
ed Immunologia clinica
International member della AAAAI (Accademia Americana di Allergologia,Asma ed Immunologia)

 

 


 

 
Il RAST test è valido oppure no?
87 Domenica 10 Gennaio 2010 11:01
Ingegnere
 
Salve Dottore,ho 36 anni e da tre anni ho una forte orticaria (ho delle macchie che assomigliano a punture di zanzara ma più grandi) che è presente su tutto il corpo. Essa è praticamente presente sempre dai piedi alla testa (escludendo il viso) le uniche cose che variano sono l' intensità del prurito e la densità di macchie. Sono stato da un allergologo e da un dermatologo. Ho fatto il prick test. Alla fine la diagnosi è stata che non sono allergico a nulla, e che ho l'istamina impazzita probabilmente a causa di un infezione o un intossicazione. Questo è accaduto circa tre anni fa. Dopo tutto questo tempo sono andato per caso da un otorino per un forte mal di gola, il quale mi ha detto che ho un infezione dovuta ad un para-virus. Da quanto ho cominciato la cura antivirale ho notato che la mia orticarie si è ridimensionata drasticamente. Non è più presente su tutto il corpo e le macchie sono diventate più piccole e meno numerose. La terapia ativirale è durata un mese ed in effetti appena l'ho terminata, l'orticaria timidamente ha cominciato a farsi rivedere.In più il dottore mi ha fatto fare il RAST test ed è uscito che ho un all'ergia di classe 2 al paleo dei prati ed un allergia di classe 3 all' olivo, quindi mi ha detto di fare il vaccino.Ho due domande da porle Dottore. E' possibile che le macchie che ho sulla pelle siano correlate all'infezione da cui sono affeto dovuta al para virus che mi ha colpito?Il RAST test è sufficientemente valido da poter giustificare un vaccino? E come mai l'allergologo dopo avermi fatto il prick test aveva detto che non ero allergico a nulla?Devo aggiungere che il prick test mi è stato fatto solo per gli alimenti e non per le allergie respiratorie in quanto il dottore aveva escluso che io potessi essere afflitto da un allergia respiratoria dopo avermi posto alcune domande mirate.Attendo una sua risposta.Grazie.

L'ALLERGOLOGO RISPONDE

Gentile lettore, io non prescrivo mai una terapia iposensibilizzante se non ho test cutanei positivi. Il Rast (dosaggio delle IgE specifiche) può servire talvolta a chiarire dei dubbi che eventualmente il test può lasciare, ma da solo non è sufficiente a prendere una decisione così importante pr il paziente (un vaccino dura dai tre ai cinque anni e ha un certo costo). Inoltre prima di prescrivere un vaccino desensibilizzante deve essere provata la correlazione precisa tra la causa identificata con il test e i sintomi provocati dalla stessa. Mi capita di ossevare casi gunti alla mia osservazione per sintomi cutanei che poi risultano positivi ad allergeni inalanti che non sono comunque responsabili dei sintomi sulla pelle. In questi casi, quando il paziente conferma l'assenza di sintomi di tipo respiratoro, certamente non consiglio la vaccinazione. Grazie della domanda e cordiali saluti.

Dott. Giuseppe Casale

Medico Chirurgo
Specialista in Allergologia
ed Immunologia clinica
International member della AAAAI (Accademia Americana di Allergologia,Asma ed Immunologia)

 

 


 

 
ansia e prick test
86 Mercoledì 06 Gennaio 2010 12:58
Hope
 
Gentile Dottore, le formulo una domanda forse un pò anomala ma che riveste per me una notevole importanza. E' possibile che un risultato positivo al prick test possa essere influenzato da un forte stato d'ansia ed apprensione? Questo perchè, alcuni gironi fa, sono risultato positivo al prick test: nello specifico graminacee ed alternaria. Durante l'attesa di 15-20 minuti sono stato preso da un forte stato d'ansia in quanto dal risultato del test sarebbe dipesa la mia idoneità ad una professione per la quale ho investito notevolissime energie negli ultimi anni. Inoltre sono stato colpito dalla superficialità con cui è stata valutata la mia reazione allergica dopo il test se paragonata alla meticolosità che viene invece descritta su qualsiasi pubblicazione in materia di prick test. Ad esempio è possibile che la risposta alle graminacee sia stata valutata con ++++ , quando io non ho mai riscontrato alcun sintomo significativo. Ed inoltre, è corretto il fatto che prima del test mi abbiano pulito gli avambracci con cotone e disinfettante (presumo alcool). Mi scuso nuovamente per gli argomenti forse atipici della mia domanda e le porgo i miei migliori saluti. Grazie.

L'ALLERGOLOGO RISPONDE

Gentile lettore, il prick test non dovrebbe essere influenzato da stati d'ansia: la positività al prick test è espressa dalla comparsa di un pomfo sulla pelle. Ho scelto di usare il condizionale perchè ritengo che qualsiasi segnale ci venga lanciato dai pazienti va sempre preso in attenta considerazione. Può succedere che un paziente risulti positivo a un polline e non abbia sintomi legati alla positività (non è la regola). E' corretto disinfettare prima l'avambraccio. Quando perangono dubbi dopo un prick test può essere preso in considerazione un esame di laboratorio (il dosaggio delle IgE specifiche): esso indica la quantità di IgE (i cosiddetti anticorpi dell'allergia) verso una particolare sostanza, nel suo caso per es. le graminacee; quindi potrebbe confermare o meno il risultato del prick test. Grazie della domanda e cordiali saluti.

Dott. Giuseppe Casale

Medico Chirurgo
Specialista in Allergologia
ed Immunologia clinica
International member della AAAAI (Accademia Americana di Allergologia,Asma ed Immunologia)

 


 

allergia alimentare
40 Domenica 17 Gennaio 2010 10:35
fiamma
 
 

Buongiorno,a mio padre da un po' di tempo succede che gli si gonfia la bocca, quasi sempre un paio di ore dopo avere o pranzato o cenato...ha fatto le prove allergologiche ma non è risultato allergico a nessun alimento. Quando gli si presenta (e lui inizia a percepirla con una specie di intorpidimento del labbro) deve subito fare una iniezione di cortisone; fino al giorno dopo la bocca permane gonfia, poi passa tutto. Il medico di famiglia gli ha detto che le allergie sono come la "fantasia" e che non possiamo sapere a cosa è dovuto..praticamente deve convivere con l'iniezione di cortisone in tasca....A chi ci possiamo rivolgere per avere un parere più specialistico e soprattutto, quali prove più attentibili dovrebbe fare?grazie millefiammetta

 

L'ALLERGOLOGO RISPONDE

Gentile lettrice, i pazienti affetti da sospetta allergia alimentare possono eseguire prick test per alimenti, dosaggio delle IgE specifiche, prick by prick e test di provocazione. Ne parli con il suo allergologo. Grazie della domanda e cordiali saluti.

Dott. Giuseppe Casale

Medico Chirurgo
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posso diventare pasticcera anche se sono intollerante al lattosio?
39 Lunedì 11 Gennaio 2010 13:31
jennifer
 
buongiorno sono una ragazza di 21 anni e da quasi 5 anni sono intollerante al lattosio.da allora la mia alimentazione è molto cambiata perchè mi privo di molti cibi che non posso mangiare ma che fino ai 17 anni ho sempre consumato.da allora ho tolto completamente tutto ciò che potesse contenere latte e derivati e di questo il mio fisico ne risente molto.dal momento che lavoro sempre e non trovo il tempo di andare a farmi delle analisi per controllare il mio stato,mi rivolgo a lei perchè da qui potrebbe dipendere il mio futuro.lavoro come commessa in un negozio di abbigliamento ma il mio sogno nel cassetto sarebbe quello di diventare una pasticcera.dal momento che questo lavoro comporta il fatto di stare a contatto con ingredienti che io non posso assumere,volevo sapere se fosse il caso di lasciar perdere il mio sogno e di continure a fare un lavoro che non amo.non so se in commercioesistano medicine che possano fare scomparire per un pò l'intolleranza,solo per il periodo di un corso di almeno due mesi.attendo con impazienza una sua risposta dal momento che da questa,forse,dipenderà la mia felicità.grazie

L'ALLERGOLOGO RISPONDE

Gentile lettrice, in commercio esistono solo dei farmaci che possono attenuare i sintomi provocati da un'intolleranza alimentare. La migliore cura rimane l'allontanamento dell'alimento dalla propria dieta. Per quanto riguarda la sua professione, se il problema fosse solo il contatto, non ci sarebbero problemi; se invece deve anche assaggiare con regolarità gli alimenti a cui risulta intollerante, questo potrebbe crearle dei problemi. Nella vita ritengo che siano molto fortunati coloro che possono fare un lavoro che amano, ma se per fare un lavoro che si ama si deve stare sempre male, alla fine si arriva a non amarlo comunque più. Grazie della domanda, cordiali saluti e auguri per un lavoro che la renda felice.

Dott. Giuseppe Casale

Medico Chirurgo
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ed Immunologia clinica
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Macchie e prurito sulla pelle da circa un mese
50 Domenica 03 Gennaio 2010 20:11
Rosy
 
Da circa un mese mi sono comparse delle macchie rosse su Seno, ascelle, pancia e zona pubica con fortissimo prurito. Sono andata dal dermatologo che mi ha fatto la diagnosi di dermatite da contatto con punto di domanda. Cura con deltacortene e atarax per una settimana e elocon pomata. Finita la cura sono ancora al punto di partenza. Dovrei andare dall'allergologo? Sono un soggetto fortemente allergica.

L'ALLERGOLOGO RISPONDE

Gentile lettrice, la causa di una sospetta dermatite allergica da contatto può essere identificata solo mediante patch test. Il test si effettua applicando  per 48 ore dei cerotti contenenti diversi allergeni sul dorso. Il test viene letto dopo 48 e dopo 72 ore. Si rivolga al suo allergologo. Grazie della domanda e cordiali saluti.

Dott. Giuseppe Casale

Medico Chirurgo
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prurito e macchie a mani e piedi
49 Domenica 03 Gennaio 2010 11:03
arma
 
ho 41 anni e soffro dalla nascita di un eczema atopico che si e' via via attenuata nel corso degli anni.da circa un'anno soffro di un prurito intenso alle mani e ai piedi con macchie giallognole e uno strato di pelle secca.purtroppo,nel corso degli ultimi mesi,la situazione e' peggiorata soprattutto sotto alla pianta del piede,con prurito e screpolature abbastanza serie e fastidiose.(le srepolature si spaccano e sanguinano)ho provato varie creme,anche omeopatiche,tipo locobase repair e halicar con risultati modesti.mi rivolgo a lei dottore per un consiglio,dato che non so' piu' che fare.mi chiedevo se' tutto cio' dipendesse anche dal sistema immunitario che reagisce allo stress in questo modo.la ringrazio in anticipo per le rispopste e consigli che vorra' fornirmi.distinti saluti 

L'ALLERGOLOGO RISPONDE

Gentile lettrice, ovviamente intuisce che è indispensabile visitare il paziente poter effettuare una diagnosi, specie quando si tratta di problemi cutanei. Ad ogni modo mi capita di vedere tanti casi dermatite da contatto localizzata agli arti inferiori: in questi casi è determinante effettuare il patch test (un test che si effettua applicando dei cerotti (contenenti una serie di sostanze) sul dorso, da tenere per 48 ore; la lettura del test deve ese effettualemnoa 48 e a 72 ore). Il patch test potrà chiarire se si tratta di una dermatite allergica e a quale sostanza. Si rivolga al suo allergologo di fiducia. Grazie della domanda e distinti saluti.

Dott. Giuseppe Casale

Medico Chirurgo
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Aggiornato al 22/07/2010

 

 

 

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