Allergico un anconetano su quattro
Colpa di smog e clima pazzo
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| Il 24% degli intervistati soffre di rinite allergica,
contro il 18,7% della media nazionale. L'indagine è stata condotta
dall'Unità operativa di Allergologia degli Ospedali riuniti di Ancona |
Ancona, 17 maggio 2007 - Un anconetano su quattro,
in totale 25.000 cittadini, soffre di malattie respiratorie su base
allergica. Fra le cause scatenanti non vi è tanto la soia scaricata
in porto, quanto piuttosto l'incidenza di fattori ambientali, in primo luogo
smog e cambiamenti climatici. E' questo il dato preoccupante emerso da una
ricerca effettuata dall'Unità operativa di Allergologia degli Ospedali
Riuniti di Ancona negli anni 2005-2006 e presentata in vista della Giornata
nazionale dell'allergia, Allergy day, prevista per sabato 19 maggio.
L'indagine è stata coordinata dal medico Leonardo Antonicelli
e presentata assieme al direttore del dipartimento di Medicina
interna-malattie immunologiche e respiratorie Floriano Bonifazi. Essa si
articolava su tre quesiti. Uno se ad Ancona sono presenti allergeni da soia,
due se questi generano patologie più diffuse tra i lavoratori del porto, tre
se i cittadini di Ancona, per il solo fatto di abitare nel capoluogo, sono
soggetti a maggior rischio di allergie. Il monitoraggio dell'area portuale
sull'allergenico della soia non ha evidenziato elementi di preoccupazione:
solo due i picchi di presenza dell'allergenico nell'aria rilevati nel
periodo di esame, pari a 140 e 178 nanogrammi (un milionesimo di grammo) al
metro cubo. Nei giorni restanti ci si è mantenuti sempre sotto i 20
nanogrammi, ben lontani dalle soglie dei 700 nanogrammi raggiunti una
ventina di anni fa nel porto di Barcellona, dove 800 persone dovettero
essere ricoverate in ospedale, e alcune persero la vita.
Tali risultati inducono a ipotizzare che il rischio di asma da soia
interessi al massimo 50-60 residenti, pari ad uno su 1.700
abitanti. Altri rilevamenti effettuati nell'area dell'Università Politecnica
per verificare la sospensione della soia nell'aria in luoghi non interessati
dalla movimentazione portuale, hanno confermato la presenza infinitesimale
di questa sostanza nell'ambiente, fugando ulteriori preoccupazioni.
Al primo questionario, consegnato ai 1.888 soggetti presenti nell'area
portuale, ha risposto il 41% degli interpellati. Tra questi il 70% ha
affermato di non avere patologie allergiche e il 30% di soffrire di rinite e
asma. I pazienti con queste patologie, 219 in tutto (di cui 174 maschi),
sono stati tutti visitati: 136 sono risultati allergici, 175 rinitici, nove
con allergie da soia e 12 da girasole.
Risultati più preoccupanti sono invece derivati da un secondo
questionario, inviato ad un campione casuale di 3.000 abitanti tra
i 21 e i 44 anni, non soggetti per età a malattie respiratorie croniche. Il
24% degli anconetani intervistati soffre di rinite allergica, contro il
18,7% della media nazionale, e quasi il 17% è afflitto da tosse cronica e
catarro, a fronte di una media nazionale del 10%. Per quanto riguarda gli
attacchi asmatici, Ancona è in linea con le altre città italiane: 3,3%. In
generale la percentuale di allergie ad Ancona supera del 5-7% la media
nazionale, nonostante gli intervistati non fumatori siano il 57,9% contro il
51,8% della media nazionale.
Il 40% degli intervistati ha inoltre dichiarato di abitare in zone
percorse da tir e auto, dove le particelle di scarico dei motori
diesel creano un reticolato che cattura i pollini e li mantiene in
sospensione nell¨aria. Sotto questo punto di vista l'indagine dovrà essere
approfondita, per stabilire rapporti certi di causa ed effetto tra
inquinamento e allergie e per consentire all'amministrazione comunale e al
sindaco Fabio Sturani di prendere provvedimenti conseguenti.
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