Allergie in due tempi
adesso c’è una cura
Gli antistaminici di "terza generazione" sono efficaci su entrambe le
fasi della reazione
DI ARSENIO CORRADO NEGRINI * |
Rapallo Quando si è allergici non c’è solo il problema degli starnuti e
di quel fastidioso prurito che, secondo gli allergeni, colpisce gli
occhi, il naso, la cute ecc. In ogni allergia a questa prima reazione ne
segue un’altra, di tipo infiammatorio, che permane a lungo, anche in
assenza di sintomi. Per questo è importante poter disporre di farmaci
capaci di contrastare non solo la fase "istaminica" iniziale, della
reazione allergica ma altresì la successiva fase infiammatoria ed
evitare in tal modo il progredire della malattia allergica. Di qui
l’interesse per due farmaci recentemente sintetizzati, appartenenti alla
categoria degli antistaminici, la desloratadina e la levocetirizina,
derivati rispettivamente dalla loratadina e dalla cetirizina, già
vantaggiosamente utilizzati da alcuni anni. Per il più ampio campo
d’azione e per le più specifiche e migliorate attività cliniche
potrebbero essere definiti di "terza generazione" e mentre la prima è
già in commercio nel nostro paese, per la levocetirizina si prevede la
commercializazione tra alcuni mesi.
Se ne è parlato recentemente al Congresso "Allergologia ed Immunologia
Clinica" che si è tenuto in Rapallo, mettendone in luce gli ampliati
meccanismi d’azione e gli ulteriori vantaggi nell’uso clinico,
confortati da studi sperimentali rigorosi.
Oltre ad una indiscussa tollerabilità circa gli effetti collaterali e ad
un dimostrato controllo dei sintomi congiuntivali, del prurito oculare,
della lacrimazione, e dei disturbi nasali quali solletico, secrezione,
sternuti e quant’altri, questi farmaci sono apparsi efficaci nel ridurre
un sintomo spesso ribelle e difficile da controllare come la congestione
nasale e la correlata, ostruzione del flusso aereo nasale: i risultati
sono sovrapponibili all’impiego dei decongestionantisimpaticomimetici,
peraltro sconsigliati per un uso prolungato.
La rinite è strettamente correlata all’asma allergica, come due aspetti
clinici di un’unica patologia: tanto che il 7580% degli asmatici
presentano rinite allergica, e per contro il 4550% dei soggetti con
rinite allergica segnalano disturbi asmatici.
Le recidive di una rinite possono portare ad un peggioramento della
condizione asmatica, mentre una oculata terapia della rinite può indurre
un miglioramento della condizione asmatica. Recenti studi presentati a
Rapallo hanno evidenziato l’efficacia degli antistaminici nelle forme
lievi persistenti di asma allergica stagionale, specie se associata a
rinite allergica, ed in quelle indotte da esercizio fisico.
L’associazione inoltre di desloratadina con montelukast (un prodotto che
antagonizza gli effetti dei leucotrieni, utilizzato nell’asma) ha
dimostrato una maggior efficacia rispetto alla somministrazione isolata
dei due farmaci nel miglioramento dei sintomi e della qualità di vita,
nonché nella riduzione dell’uso di farmaci antiasmatici broncodilatatori,
in pazienti con asma allergica lieve persistente.
Pertanto data la perfetta tollerabilità, la mancanza di effetti
cardiovascolari e di interazioni farmacologiche questi nuovi
antistaminici sembrano particolarmente efficaci e indicati non solo per
la loro capacità di bloccare gli effetti dell’istamina, ma anche per una
ulteriore e più ampia capacità antiflogistica della reazione allergica,
che ne allarga l’utilizzo nel controllo globale della malattia allergica
e quindi nella gestione del paziente.
* Primario Emerito di Allergologia, Genova |
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