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| FERRARA |
| martedì 3
giugno 2003, S. Carlo Lwanga |
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Allergie, una minaccia mortale
Migliora la bimba tedesca
colpita da choc anafilattico
di Gian Pietro Zerbini
Il drammatico salvataggio di una bambina tedesca di 9 anni, strappata
alla morte grazie al tempestivo intervento medico del 118 dopo che
piccola aveva subito uno choc anafilattico per allergia ad un alimento,
mette in evidenza la gravità di queste malattie.
La bambina aveva mangiato una minestra condita con il pesto che
conteneva una microscopica quantità di un prodotto derivato dal latte,
probabilmente formaggio grana. Essendo allergica al latte ed ai suoi
derivati ha rischiato di morire e solo un'iniezione di adrenalina è
riuscita a salvarla. Lo scorso anno un analogo episodio si era
verificato in un locale di via Bellonci e anche in quel caso fu
provvidenziale l'iniezione contro lo choc anafilattico ad un bimbo di
pochi anni che rischiava di morire.
Ma come fare per contenere questo fenomeno, raro ma altamente pericoloso
e soprattutto esistono cure o sistemi preventivi per arginare questa
allergia? Il professor Rosario Scolozzi, lo specialista di allergie
dell'ospedale Sant'Anna, offre importanti riflessioni e contributi su
questo tema che riguarda una fascia di popolazione sempre più soggetta
ad allergie.
«Le allergie alimentari - dichiara il professor Scolozzi - colpiscono
mediamente dallo 0,7 al 4% i bambini nella fascia dagli 0 ai 6 anni, la
percentuale diminuisce per la fascia d'età che va dai 6 ai 12 anni.
Dalle allergie al latte e alle uova col tempo si può anche guarire,
mentre l'allergia alla frutta secca rimane tutta la vita».
Ogni anno purtroppo si registrano casi di decessi di persone anche
adulte colpite da allergie alimentari.
«Purtroppo - precisa il medico - pochi milligrammi di alimento possono
scatenare una liberazione sistemica da parte dei mastociti che portano
allo choc anafilattico. Si registra nel paziente una caduta improvvisa
della pressione e poi attacchi di asma bronchiale, di orticaria, di
angioedema e in forma più lieve starnuti, e congiuntiviti che
rappresentano sintomi premonitori dell'imminente choc. L'unica terapia
in questi casi e l'adrenalina sotto cute con una quantità di 0,3
milligrammi ogni 20 minuti. E' un vero salvavita ed infatti consigliamo
sempre ai genitori dei bambini soggetti da questa patologia di portare
sempre la necessaria strumentazione per un'iniezione di adrenalina.
Ovviamente non tutti i casi di allergia alimentare da latte sono così
gravi, a volte possono provocare solo orticaria».
I genitori dei bambini e i soggetti colpiti da allergia una volta adulti
devono ovviamente fare molta attenzione al cibo che ingeriscono.
«Bisogna infatti - prosegue Scolozzi - documentarsi bene sulle diete da
assumere. In alcuni alimenti si nascondono derivati o proteine del
latte. E' il caso di prosciutto cotto e di alcuni salumi che contengono
caseina, oltre ad alcune bevande. Tracce nascoste di latte ci sono anche
in molte merendine».
Il centro contro le allergie diretto da Scolozzi al Sant'Anna è uno dei
più grossi bacini d'utenza della regione con circa 10 mila visite
all'anno e riguarda prevalentemente persone adulte. Oltre a curare le
allergie alimentari ci sono quelle da polline, da farmaci da animali e
insetti.
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