la Repubblica - salute

Boom di allergie con un mese di anticipo
Repubblica — 03 aprile 2008   pagina 7   sezione: MILANO
 

Sole e vento fanno scattare in anticipo l' emergenza pollini e gli ambulatori della Macedonio Melloni sono presi d' assalto dalle mamme con bambini piccoli colpiti dalle allergie. Almeno trenta i casi che vengono seguiti ogni giorno. Milano, città a rischio per l' alta concentrazione di polveri sottili, sta già facendo i conti anche con i pollini che rendono la vita difficile a molti ragazzi e bambini. Le statistiche mediche parlano di 180mila casi di allergie al polline a Milano che interessano i giovani sotto i 18 anni, e di questi almeno 60mila soffrono anche di attacchi d' asma. Il caldo ha anticipato il risveglio della natura di almeno un mese, molte piante sono già in fase di fioritura e questo fenomeno ha prodotto pesanti ricadute sulla salute dei più piccoli. «Ci sono bambini di un anno che già soffrono di allergie al polline - racconta Alessandro Fiocchi, il primario di allergologia della Melloni - arrivano in ospedale, in braccio alla mamma, stremati dal raffreddore, con gli occhi rossi e forti irritazioni al naso». E quando l' allergia è esplosa, convalidata anche dai test cutanei, per i piccoli non valgono le vaccinazioni. «Quelle vanno programmate e studiate con un anno di anticipo - spiega Fiocchi - così rimangono gli antistaminici o gli anti-infiammatori». I farmaci sono l' unica arma che hanno i medici per aiutare i bambini a fronteggiare i devastanti raffreddori scatenati dalle allergie ai pollini. «Purtroppo i pollini sono dappertutto, anche in piazza Duomo - ammette Fiocchi - e non serve tenere in casa i piccoli con le finestre chiuse o mettergli le mascherine. Queste precauzioni non servono, perché non fanno barriera contro i pollini che volano ovunque. E che, da qui alla fine dell' estate, avranno alte concentrazioni nell' aria». In città come Milano, ad alto indice di inquinamento, bambini e adulti sono più esposti al rischio di allergie, patologie serie che non vanno trascurate né trattate con il fai-da-te farmacologico. «Se in primavera un bambino è raffreddato e si strofina il naso in continuazione vuol dire che i pollini hanno fatto centro - conclude il professor Fiocchi - ma non basta avere il sospetto di una allergia, i "prick test" sono rapidi e veloci e vanno sempre fatti per intercettare l' allergene a cui si è sensibili. E poi la cura deve essere sempre personalizzata, soprattutto quando si tratta di bambini». - LAURA ASNAGHI

 

 

 

 

 

   

 

 

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