Il Messaggero

 
Carnevale a rischio per bimbi europei
«Maschere possono provocano allergie»

Appello Ufficio per la tutela dei consumatori di Duesseldorf:
«I colori a dispersione possono essere cancerogeni»


ROMA (12 febbraio) - Carnevale a rischio per i bambini europei. Maschere e costumi possono essere pericolosi. A mettere in guardia è l’Ufficio per la tutela dei consumatori di Duesseldorf in Germania secondo cui alcuni articoli, contenendo colori a dispersione, possono provocare allergie e in qualche caso anche essere cancerogeni. Il fissaggio non corretto sui tessuti può causare lo scioglimento con il sudore dei coloranti e danneggiare più o meno gravemente la pelle.
Attenzione dunque a parrucche, cappelli e vestiti per i più piccoli e soprattutto a quelli di provenienza asiatica. Sono infatti proprio gli articoli provenienti dall’oriente i più pericolosi.
 
Se però in Germania i controlli sono ferrei e in passato alcuni colori sono stati proibiti, in Italia non sempre avviene lo stesso. Ma è l’intero universo dei giocattoli per bambini a dover essere monitorato. Non basta più infatti la certificazione Ce europea a garantire la sicurezza. Proprio la normativa dell’Unione è sotto accusa. Il 18 dicembre scorso il Parlamento di Strasburgo ha emanato una direttiva che aggiorna e integra le precedenti norme sulla sicurezza dei giocattoli, per meglio tutelare i bambini al di sotto dei 14 anni. Tale provvedimento è però già finito sotto processo in base ad alcune verifiche fatte, sempre in Germania, dal BfR, l’Istituto federale per la valutazione dei rischi.

Nel dettaglio si contestano alcuni valori limite per la presenza, nei giochi, di metalli pesanti e in particolare di pimbo. Le nuove quantità consentite superebbero le precedenti con un possibile aumento dei rischi. La direttiva inoltre, secondo l’Istituto, non offre una protezione sufficiente ai bambini relativamente alle sostanze allergizzanti contenute nei profumi e al nichel presente in cosmetici-giocattolo per le ragazzine o per le bambole . Essa contiene una lista di 55 sostanze allergeniche proibite, ma in realtà tale divieto è parzialmente eluso dall’introduzione di un livello ammissibile della sostanza dello 0,01% (pari a 100mg/Km). Nel rapporto dei tedeschi si legge inoltre che «i metalli pesanti possono danneggiare il sistema nervoso ed è perfino stato provato che, in casi limitati, hanno avuto effetti negativi sullo sviluppo intellettivo dei bambini».

«I più piccoli sono molto più sensibili alle sostanze chimiche degli adulti- sostiene il presidente del BfR Andreas Hensel- abbiamo bisogno di una soglia di attenzione molto alta sulla non tossicità dei giocattoli». In Italia la battaglia è stata fatta propria dall’Aduc (associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori) che ha reso noti i risultati tedeschi.
Eppure la direttiva sembrava accurata. Prevedeva infatti che giochi e imballaggi di quelli contenuti negli alimenti non presentassero rischio di asfissia, né danneggiare l’udito ed aveva un capitolo dedicato interamente proprio ai metalli pesanti e alle fragranze allergizzanti.

Approvata a larga maggioranza aveva anche un’appendice in cui erano elencati prodotti non considerati nella categoria di quelli destinati ai minori di 14 anni: pattini a rotelle, skateboard,monopattini, biciclette con la sella più alta di 435 millimetri, puzzle con oltre 500 pezzi, trenini per collezionisti, decorazioni e addobbi natalizi, attrezzature subacquee, sedili gonfiabili, freccette con punte metalliche.

Fortunatamente pur entrando immediatamente in vigore la direttiva prevede due anni di tempo per essere recepita nei diversi Paesi dell’Unione. Per questo la senatrice Donatelli Poretti (radicali-Pd) ha presentato un’interrogazione parlamentare in cui chiede chiarimenti e rassicurazioni sulla vicenda.
Nello stesso tempo l’Aduc ha sollecitato un intervento del Ministro per le Politiche Europee Andrea Ronchi affinché si introducano correttivi alla nuova direttiva europea sulla base delle indicazioni del BfR. «Il passo successivo – afferma segretario Aduc Primo Mastrantoni- sarà portare la questione dall’ambito Italiano a quello europeo e dunque riproporla anche a Strasburgo»


 
 

 

 

 

 

 

   

 

 

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Aggiornato al  31/08/2010

 

 

 

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