Mercoledì 5 Maggio 2004
|
|
| |
Nel 2005 il 50%
della popolazione del Vecchio Continente sarà soggetta a
patologie di questo tipo. Soprattutto i bambini
|
|
|
Le allergie fanno
sempre più «vittime»
|
|
Asma, congiuntivite,
dermatite: un convegno dice cosa fare quando l’emergenza è a
scuola |
|
|
| |
In Italia il 25% della popolazione è
«vittima» di allergie e la percentuale è in crescita. Si prevede
che nel 2005 sarà colpito il 50% dei cittadini europei, visto
che le patologie allergiche hanno più incidenza nei Paesi del
Nord e in genere nel mondo occidentale. Perchè, come spiega il
professor Attilio Boner, titolare della cattedra di Pediatria
all’Università di Verona, le allergie dipendono in parte
dall’ambiente e molto dagli stili di vita. «L’inquinamento è
certamente un’aggravante», spiega il medico, «ma una causa
importante dell’aumento delle allergie è la riduzione delle
malattie infettive: con la scomparsa dei parassiti il sistema
immunitario ha perso il "nemico" ed è diventato sensibile a
pollini, acari, gatti, eccetera. Vanno messi in conto anche la
diminuzione dell’attività fisica, soprattutto nei bambini, e il
minor consumo di alimenti freschi a favore di quelli conservati:
la catena del freddo, per esempio, toglie vitamine e selenio».
Anche gli antidoti sono quindi legati alle abitudini di vita.
Fra le quali rientra anche quella di bere qualche buon bicchiere
di vino rosso, come vedremo.
L’argomento, come si capisce, è destinato a interessare sempre
più le nostre famiglie. Basti pensare che nel 1973 i casi di
dermatite atopica da allergia alimentare erano assolutamente
eccezionali, addirittura sconosciuti alla maggior parte dei
medici, mentre ora riguardano il 16% dei bambini. Lo ha detto lo
stesso Boner, ha confermato sulla base dell’esperienza nelle
scuole veronesi l’assessore all’Istruzione Maria Luisa Albrigi,
presentando insieme il congresso nazionale «Format» sulle
patologie allergiche e respiratorie in età scolare che si terrà
alla Gran Guardia domani, il 7 e l’8 maggio.
«È molto importante approfondire scientificamente il tema delle
patologie allergiche», sostiene la Albrigi, «soprattutto per
l’amministrazione comunale che ha una competenza specifica per
asili nido e scuole d’infanzia. L’obiettivo del congresso è
fornire strumenti che permettano a insegnanti ed educatrici di
riconoscere i segnali delle manifestazioni allergiche nei
bambini e agire con prontezza ed efficacia». Boner esemplifica:
«Le emergenze vanno affrontate senza indugi, chi è a scuola deve
sapere che una crisi d’asma si risolve con un farmaco
broncodilatatore».
Asma, dispnea, congiuntivite, eczema, sono tra le manifestazioni
più diffuse delle allergie. C’è anche lo stress, spiega il
pediatra, fra le causa della caduta immunitaria che apre la
strada a queste patologie. E comunque, ribadisce, sono le mutate
condizioni di vita a giocare un ruolo determinante. Altro
esempio: «S’è notato che i bambini turchi sono poco allergici.
Continuano a essere poco soggetti alla patologia quelli della
comunità turca in Germania che non parlano tedesco, mentre
quelli che l’hanno ormai imparato hanno reazioni comuni ai
coetanei tedeschi. Ovviamente il patrimonio genetico resta
uguale, la lingua non lo cambia: ma cambia lo stile di vita.
Non c’è niente da fare? Non proprio. «L’intolleranza alimentare
alle uova che si manifesta nei bambini nei primi anni di vita è
la premessa di una futura allergia agli acari. Sapendolo, si può
evitare il contatto», spiega Boner. «In Inghilterra è stato
dimostrato che bere 12 bicchieri di vino rosso alla settimana
riduce del 50% l’esposizione a patologie respiratorie, per il
beneficio di quelle sostanze antiossidanti presenti anche nel tè
verde. Ma con le allergie si può anche convivere: nel Nord
Europa molti alberghi hanno stanze per allergici, qui a Verona
solo uno s’è attrezzato (l’Holiday Inn di Verona Est, ndr): teli
anti-acaro su lenzuola, coperte e cuscini , niente poltrone,
niente moquette oppure lavata con il vapore che uccide gli
acari».
Il congresso, giunto alla sesta edizione, è strutturato come un
corso pratico post universitario in broncopneumologia e
allergologia pediatrica, e si rivolge principalmente ai medici,
che potranno partecipare a laboratori e lavori di gruppo
interattivi per livelli specialistici pediatrici.
Il pomeriggio di sabato 8 maggio è invece dedicato a insegnanti,
professori, educatori e dirigenti scolastici, oltre che a
genitori e studenti che vogliano approfondire gli aspetti
pratici e tecnici che coinvolgono l’operatore scolastico nella
gestione del bambino con patologia allergica respiratoria.
Sempre nel pomeriggio di sabato, saranno approfondite le
problematiche connesse ai casi sempre più rilevanti di bambini
che frequentano nidi, scuole materne, elementari, medie
inferiori e superiori, affetti da patologie con rilevanza
broncopneumologica e allergologica.
|
|
|
|