Roma, 24 settembre 2007 - Addio
alle brutte sorprese per chi soffre di allergie
o intolleranze alimentari. Un'etichetta segnalerà
negli alimenti la presenza degli allergeni, quelle
sostanze innocue per la maggior parte delle persone,
ma che in alcuni soggetti possono scatenare
fastidiosi e seri disturbi, di cui soffre.
A riferirlo sono un team
di esperti del Consiglio nazionale delle Ricerche,
ricercatori dell'Istituto di scienze delle
produzioni alimentari (Ispa) del Cnr di Torino che
hanno approfondito le problematiche relative alla
determinazione degli allergeni nascosti nei prodotti
alimentari, sviluppando metodi di analisi innovativi
e particolarmente sensibili.
Si tratta di metodi che rendono così
possibile l'etichettatura corretta sui cibi
della presenza di allergeni. «Le tecniche più usate
per l'individuazione e la successiva
caratterizzazione molecolare dei principali
allergeni dei vari alimenti, cioè delle singole
proteine che possono scatenare disturbi nei soggetti
a rischio» spiega Amedeo Conti, ricercatore dell'Ispa-Cnr.
Si tratta di tecniche chiamate «Elisa (Enzyme-Linked
Immunosorbent Assay) e Pcr (Polymerase Chain
Reaction) o Real-time-Pcr (Pcr in tempo reale)»
aggiunge lo studioso.
«Elisa -continua il ricercatore- viene
utilizzato per l'individuazione di proteine
o di allergeni specifici ed è considerato un metodo
più attendibile rispetto a un potenziale rischio per
il consumatore allergico, perchè Pcr e Real-time-Pcr
individua acidi nucleici che non necessariamente
corrispondono alla presenza di allergeni».
"Per contro, -dice Conti-
la metodica Elisa risente della scarsa
riproducibilità della
produzione di anticorpi specifici, con il risultato
di dare un'elevata percentuale di risposte
false-positive o, ancora peggio, false-negative».
Va precisato che ogni alimento contiene molte
centinaia di proteine, di cui solo pochissime, da 1
a 10 circa, risultano effettivamente allergeniche.
Ecco allora, sottolinea lo studioso, che «per una
maggiore protezione del consumatore, si è scelta la
strada della messa a punto di un nuovo metodo
analitico, in grado di rilevare tracce dell'alimento
allergenico attraverso il dosaggio di alcune
proteine peculiari di quell'alimento,
indipendentemente dal fatto che siano già note come
allergeniche».
Per questo, «unendo i vantaggi delle
tecniche Elisa e Prc, peraltro collaudate,
stiamo sviluppando nuovi metodi basati sulla
spettrometria di massa accoppiata alla cromatografia
liquida (Lc-Ms/Ms) per individuare tracce di
allergeni nei cibi trattati» conclude il
ricercatore. A questo scopo, sono stati selezionati
latte di mucca e nocciole come modelli di alimenti
allergenici, per individuare tracce di componenti
proteiche specifiche di queste due 'fonti
allergenichè in torte, dolci o cioccolato. E ora
anche l'Unione europea è venuta in soccorso di chi
soffre di allergie, con leggi che rendono
obbligatorio segnalare nelle etichette delle
confezioni degli alimenti gli allergeni presenti nel
prodotto.
Per informazioni:
www.cnr.it