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LA PAROLA ALL’ESPERTO:
FULVIO FURCIGNANO’ |
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E’ primavera,
difendiamoci dalle allergie |
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di M. RITA CHIACCHIERA
L E ALLERGOPATIE respiratorie (asma bronchiale e rinite allergica) sono
le forme più frequenti fra tutte le malattie allergiche.
«In Italia, spiega il dottor Fulvio Furcignanò, medico di Medicina
generale di Perugia, si può ritenere che il 10 – 15% della popolazione
presenti manifestazioni allergiche di diversa entità clinica;
percentuali superiori sono segnalate in Francia, Gran Bretagna e nei
Paesi scandinavi».
Perché la primavera è la stagione delle allergie?
«Questo dipende dalla natura. In realtà bisogna precisare che in questo
periodo sono più diffuse le pollinosi che rappresentano circa il 75% di
tutte le allergie. Le allergie sono presenti anche in altri periodi
dell’anno, ma sono di gran lunga meno frequenti (il cipresso, per
esempio, impollina nei mesi invernali): questo per quanto riguarda
quelle scatenate dai pollini. Diverso è per le manifestazioni allergiche
scatenate dagli acari della polvere o da altri allergeni come la forfora
o i peli degli animali».
Il termine di allergia è di derivazione greca e deriva da 2 parole:
allos che significa diverso e ergon che significa effetto. Per allergia
si intende perciò una reattività spontanea ed esagerata dell’organismo
del soggetto allergico a determinate sostanze che risultano invece
innocue per l’80% della popolazione.
Ma come si manifesta?
«La reazione allergica - spiega il dottor Furcignanò - può interessare
diversi organi ed apparati ma fondamentalmente si sviluppa a carico
delle vie aeree (75% di tutte le allergie), della pelle e dell’apparato
gastrointestinale».
Che cosa avviene nell’organismo allergico?
«Il soggetto allergico risponde in maniera abnorme al contatto con
“l’allergene“, sostanza capace di attivare la formazione di anticorpi
quando entra nell’organismo. Il primo contatto stimola la produzione da
parte dei linfociti di una particolare classe di immunoglobuline: le IG
E che sono alla fine responsabili dell’evento allergico: infatti un
successivo contatto con l’allergene provoca l’emissione in circolo di
istamina (da parte dei mastociti che la contengono) che è responsabile,
insieme ad altri mediatori, delle reazioni dell’organismo e dei
principali sintomi allergici: prurito, gonfiore, starnuti, ostruzione
nasale, ecc. L’esistenza di fattori familiari è ormai accertata, basti
pensare che oltre il 50% degli allergici presenta almeno un familiare
con la stessa malattia. I figli di genitori allergici presentano un
rischio di andare incontro ad allergopatie del 60% quando un genitore è
allergico, addirittura dell’80% quando lo sono entrambi».
Come si fa la diagnosi di allergia?
«La diagnosi di allergia è affidata all’anamnesi e all’esame clinico. In
generale il medico è in grado di definire l’esistenza della patologia.
Altro è invece stabilire quale o quali siano gli allergeni implicati.
Per questo esistono degli esami di laboratorio di secondo livello come
il Prick–test per gli inalanti, il Patch–test per i farmaci. Per le
patologie allergiche che interessano le vie aeree un importante esame è
la spirometria che nell’asma ci permette di verificare la funzionalità
respiratoria».
Quali i consigli, come si curano le allergie e come si prevengono?
«Ci sono diversi farmaci a disposizione che vanno dagli antistaminici al
cortisone, ai decongestionanti topici (di cui bisogna limitare l’uso) e
ultimi gli antileucotrienici e la vaccinazione desensibilizzante. La
prevenzione è possibile solo per alcuni allergeni che vanno allontanati
dal soggetto allergico (farmaci, alimenti, forfore di animali, ecc..)
mentre per altri, per esempio nelle allergopatie respiratorie da
inalazione, non sempre è possibile sfuggire ai pollini. L’ideale sarebbe
soggiornare in ambiente marino durante l’impollinazione». |
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