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Tutti coloro che soffrono, in |
Tutti coloro che soffrono, in questi giorni di caldo e di fioritura, di
allergie devono segnarsi bene, se non vogliono più spendere soldi per
comprare le medicine anti starnuti e arrossamenti agli occhi, questi
indirizzi.
Alle farmacie ospedaliere di Santa Maria Nuova, San Giovanni di Dio,
Santa Maria Annunziata a Ponte a Niccheri, Iot, Serristori a Figline,
Mugello a Borgo San Lorenzo, e alle farmacie dei distretti Asl a San
Salvi, lungarno Santa Rosa, via dello Steccuto, al distretto Asl di
Scandicci e Sesto, con la ricetta del medico, i medicinali sono
gratuiti. Lo ha deciso l'assessorato alla Sanità della Regione con una
delibera del 24 marzo, passata quasi inosservata. Nel provvedimento si
dispone che tutti i medicinali antiallergici siano rimborsati
completamente dalla Regione. La decisione è stata presa per annullare il
provvedimento del Ministero della Sanità, assolutamente impopolare, che
disponeva che i farmaci contro le allergie passassero in fascia a
pagamento.
La decisione, voluta con forza dall'assessore regionale Rossi, è nata
anche dalla consapevolezza che le allergie sono in costante aumento per
il tasso di inquinamento, l'aumentato livello di igiene e altri motivi.
Ma non solo: ogni anno negli ospedali toscani vengono ricoverate circa
duemila persone per problemi legati all'asma da allergia, la forma più
grave. Molti di essi possono essere seguiti anche dagli specialisti con
la somministrazionre di medicinali ad hoc. Un risparmio, quindi.
L'operazione farmaci gratis da parte della Regione viene incontro a un
fabbisogno di una larga fetta di popolazione ed è in linea con la
politica finora adottata da Rossi.
La decisione di rendere gratis i medicinali, pare, non sia piaciuta ad
alcune aziende farmaceutiche che vedrannoi guadagni diminuire: la
Regione infatti ha acquistato le confezioni come tipologia ospedaliera
che gode di prezzi più bassi. Proprio perciò i farmaci devono essere
ritirati in strutture pubbliche e non in farmacia.
Unico problema che si è evidenziato in queste settimane è la scarsa
pubblicizzazione della delibera.
«Abbiamo fatto conoscere il provvedimento - spiegano all'assessorato
alla Sanità — alle singole Aziende sanitarie».
di Luigi Caroppo
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