Mercoledì, 26 Maggio 2004
 
Un bimbo su dieci soffre di allergia «Scuola e sanità devono fare prevenzione»
 

«È fondamentale che istituzioni scolastiche e sanitarie italiane, allergologi e genitori dei piccoli pazienti collaborino insieme, per saper gestire le problematiche e le emergenze generate dalle allergie, sia dal punto della prevenzione che per l'eventuale somministrazione dei farmaci salvavita». Lo ha detto Marcia Podestà, padovana, presidente della Food Allergy Italia (filiazione italiana della Food Allergy Iniziative, maggiore associazione mondiale sulle allergie alimentari) intervenendo sulla morte della dodicenne di Chiavenna, deceduta per aver mangiato una fetta di torta alle nocciole. Per Marcia Podestà ci sono tantissimi bambini italiani che sono colpiti da allergie alimentari. «Ne soffre un bambino su dieci - ha rilevato - nell'età compresa tra zero e cinque anni e questa percentuale si raddoppia, uno su cinque, nella fascia di età fino a dieci anni».

L'allergia alimentare, in particolare verso latte, arachidi e uova, rappresenta la prima malattia allergica che compare in un individuo e segna l'inizio dell'evoluzione verso altre malattie allergiche quali la rinite e l'asma. È la causa più frequente di shock anafilattico. «È fondamentale - ha spiegato Podestà - che sforzi maggiori siano dedicati nell'identificazione dei piccoli pazienti più a rischio e che la ricerca compia ulteriori passi in avanti nella realizzazione dei vaccini per queste patologie che sono triplicate negli ultimi venti anni».

Ma, ha ggiunto la presidente, è anche necessario operare per favorire l'inserimento dei piccoli pazienti nella loro comunità scolastica «rendendo consapevoli tutti gli operatori scolastici del reale ed altissimo rischio a cui questi pazienti sono sottoposti qualora non si rispettassero rigorosamente le norme igienico-sanitarie previste per la manipolazione del cibo durante la sua preparazione, somministrazione e conservazione».

È importante, secondo Podestà, che le istituzioni sanitarie nazionali seguano l'esempio della Regione Veneto che «per prima ha disposto l'erogazione dell'adrenalina autoiniettabile (farmaco salvavita dal costo di 87 euro) attraverso le farmacie ospedaliere per tutti i pazienti con allergia alimentare grave». L'adrenalina autoiniettabile è il farmaco salvavita d'elezione nelle reazioni di shock anafilattico qualsiasi ne sia il fattore scatenante.

 

 

   

 

 

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