Una nuova
molecola
per i milioni d’allergici
Continua a
salire il numero di italiani che ne soffre, in tutte le sue forme
DI SILVIA BAGLIONI
Otto milioni e mezzo di italiani
soffrono di allergia: le forme prevalenti sono la rinite (infiammazione
delle vie nasali), l’asma bronchiale e le dermatosi allergiche.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che negli ultimi 25 anni la
percentuale di popolazione coinvolta sia passata dal 5 al 25 per cento;
sono aumentati i casi di sensibilità a più sostanze e le forme perenni,
a discapito delle stagionali. Di pari passo con il diffondersi delle
allergie anche i farmaci si sono evoluti, ed oggi è già disponibile in
farmacia l’ultimo ritrovato: la levocetirizina.
Questa molecola, presentata recentemente a Torino, deriva dalla
cetirizina, uno degli antistaminici più utilizzati al mondo. Il nuovo
prodotto ha caratteristiche chimiche che ne assicurano maggiore
efficacia e meno effetti collaterali. «La levocetirizina», spiega Luigi
Canonico, docente di Chimica all’Università di Novara, «è un farmaco
antiallergico molto potente in quanto lega in modo selettivo il
recettore H1 dell’istamina (il mediatore chimico del processo
infiammatorio che gioca un ruolo chiave nell’insorgenza delle
manifestazioni allergiche, ndr). Questa selettività permette di
assicurare un beneficio alla maggior parte dei pazienti, utilizzando nel
contempo quantità di farmaco molto basse (5 milligrammi al dì). Una
singola somministrazione giornaliera è sufficiente a garantire una
rapida azione, che permane nell’arco delle 24 ore. Anche il profilo di
sicurezza è molto elevato: non ha effetti sedativi, non costituisce un
carico di lavoro per il fegato e non provoca tossicità cardiaca
(l’effetto collaterale più frequente degli antiallergici di ultima
generazione)».
La levocetiriziana rappresenta una novità anche dal punto di vista del
trattamento della rinite allergica persistente. «I farmaci
antiallergici», spiega Walter Canonica, allergologo dell’Università di
Genova, «vengono somministrati nel momento di massimo bisogno e
generalmente non hanno alcun effetto preventivo. E’ ormai chiaro però
che un soggetto allergico a più sostanze (per esempio a diverse piante
che fioriscono in successione) oppure affetto da rinite persistente
(provocata per esempio dagli acari della polvere) ha sempre
un’infiammazione in corso, anche se non ne presenta i sintomi. Questi
pazienti necessitano di un trattamento a lungo termine e fino ad oggi la
levocetirizina ha dimostrato di essere, sotto questo punto di vista, il
miglior presidio terapeutico».
Come è noto però l’allergia non colpisce solo le vie respiratorie: il
nuovo farmaco si è dimostrato efficace anche nel trattamento
dell’orticaria, la più diffusa delle patologie allergiche della cute.
«Il sintomo più fastidioso delle forme infiammatorie cutanee», afferma
Alberto Giannetti, dermatologo dell’Università di Modena, «è senza
dubbio il prurito. Generalmente gli antistaminici si sono dimostrati
inefficaci, ma uno studio recentemente condotto a Berlino su pazienti
affetti da orticaria cronica idiopatica (che non deriva da altre
malattie) dimostra che un trattamento per quattro settimane con
levocetirizina riduce in modo sensibile la durata e l’intensità del
sintomo».
In definitiva il quadro tracciato crea molte aspettative su questa nuova
molecola, anche se gli stessi specialisti sottolineano che le allergie
sono sindromi complesse, sulla cui genesi resta ancora molto da
chiarire. |
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