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Descritto
un caso di un dentista con allergia ai metacrilati con disturbi
cutanei e respiratori: ricercatori
finlandesi hanno descritto un caso di allergia professionale ai
metacrilati (un dentista) con sintomi legati non solo alla pelle
(frequenti), ma anche di tipo respiratorio (oculorinite ed asma);
ovviamente la presenza di sintomi respiratori impone l'interruzione
dell'attività professionale, mentre la sola presenza di sintomi
cutanei ne consentirebbe la prosecuzione evitando il contatto con i
metacrilati (Lindstrom
M, Alanko K, Keskinen H, Kanerva L. - Dentist's
occupational asthma, rhinoconjunctivitis, and allergic contact
dermatitis from methacrylates.
-
Allergy 2002 Jun;57(6):543-5
)
I
pazienti allergici agli acari della polvere possono usare i cuscini
in piume: alcuni
ricercatori della John Hopkins University hanno dimostrato che i
cuscini in piume prodotti industrialmente non contengono acari, i
quali non sono stati osservati nei 3 mesi successivi nonostante
l'esposizione a situazioni ambientali con significative
concentrazioni di acari. (Dryer
AL, Chandler MJ, Hamilton RG.
- Dust-mite
allergen removal from feathers by commercial processing -
Ann
Allergy Asthma Immunol 2002 Jun;88(6):576-7)
.
L'allattamento
al seno nei primi tre mesi proteggerebbe dallo sviluppo di rinite
allergica: un
gruppo di studio israeliano in base ad una ricerca sistematica nella
letteratura conclude per un effetto protettivo verso la rinite
allergica. (Mimouni
Bloch A, Mimouni D, Mimouni M, Gdalevich M. - Does
breastfeeding
protect against allergic rhinitis during childhood? A meta-analysis
of prospective studies
- Acta
Paediatr 2002;91(3):275-9
)
Usare
l'elio per la nebulizzazione dell'albuterolo nell'asma sembra
produrre una più efficiente deposizione polmonare: in
questo studio si evidenzia come i pazienti che hanno usato l'elio
come propellente avevano un miglioramento della funzione
respiratoria superiore al doppio dei pazienti che utilizzavano
l'ossigeno. (J.B.Hall,
et others - Helium
may improve albuterol deposition in asthmatics -Am J Respir Crit
Care Med
2002;165:1317-1321)
L'uso
delle stufe a legna si associa a sviluppo di poliposi nasale:
i ricercatori canadesi dimostrano
come la formaldeide liberata durante l'uso prolungato delle stufe a
legna potrebbe essere la sostanza responsabile dello sviluppo di
poliposi nasale.
(J.
Kim et others - Woodstove use linked with development of nasal
polyposis - Arch Otolaryngol Head Neck Surg 2002;128:682-686)
Le
caratteristiche modificazioni immunologiche che sono provocate dalle
malattie allergiche possono determinare un'alterazione della
maturazione scheletrica con conseguente ritardo dello sviluppo e
della crescita: studiosi del
dipartimento di pediatria di Halle Wittenberg - Germania - hanno
analizzato i complessi rapporti tra le alterazioni del sistema
immunitario determinate dalle malattie allergiche e lo sviluppo del
sistema scheletrico, giungendo alla conclusione che le allergie
vanno inserite tra le malattie che possono causare disturbi della
crescita.(Baum
WF, Schneyer U, Lantzsch AM, Kloditz E.
- Delay
of growth and development in children with bronchial asthma, atopic
dermatitis and allergic rhinitis. Exp
Clin Endocrinol Diabetes 2002;110(2):53-59)
Il
fumo di sigaretta vanifica l'efficacia della terapia con cortisonici
inalatori nell'asma lieve: un gruppo di ricercatori
dell'Università di Glasgow ha dimostrato che i pazienti asmatici
fumatori che venivano sottoposti a cure con fluticasone inalatorio
non ottenevano i miglioramenti osservati dal gruppo di non fumatori;
importante è l'applicazione pratica che ne consegue per la gestione
della terapia dell'asma lieve in pazienti fumatori.(Chalmers
GW, MacLeod KJ, Little SA, Thomson LJ, McSharry CP, Thomson NC - Influence
of cigarette smoking on inhaled corticosteroid treatment in mild
asthma Univ Glasgow, Scotland)
L'asma
viene gestita in modo diverso nei diversi stati europei:
uno studio eseguito da ricercatori dell'Università di
Antwerp - Belgio - dimostra come ci siano sistemi di gestione
dell'asma differenti in sette diversi stati europei e come ci sia
bisogno di una maggiore conoscenza delle linee guida per ottenere
una migliorata gestione della malattia (il più basso indice d'uso
di cortisonici/broncodilatatori è stato trovato in Italia ed in
Francia).(Vermeire
PA, Rabe KF, Soriano JB, Maier WC - Asthma
control and differences in management practices across seven
European countries
Respir
Med 2002 Mar;96(3):142-9)
L'enzima
Fosfoinositide-3-chinasi (PI3Kgamma) tra le altre funzioni sembra
essere responsabile della degranulazione (attivazione) delle
mastcellule (una delle classi di cellule responsabili delle reazioni
allergiche): un gruppo di ricercatori di Torino e di
Friburgo ha pubblicato sulla rivista Immunity (marzo 2002) uno
studio che dimostra come la mancanza dell'enzima PI3Kgamma nei topi
blocca la reazione allergica edematosa appositamente provocata;
sembrerebbe quindi essere un enzima fondamentale per la funzione
delle mastcellule. (Laffargue
M, Calvez R, Finan P, Trifilieff A, Barbier M, Altruda F, Hirsch E,
Wymann MP - Phosphoinositide 3-kinase gamma is an essential
amplifier of mast cell function Immunity 2002 Mar;16(3):441-51)
L'uso
massivo di broncodilatatori potrebbe aumentare il rischio di angina
e/o infarto: ricercatori di Seattle hanno condotto uno
studio dal quale è emerso il consiglio a prescrivere con cautela
broncodilatatori a pazienti a maggior rischio di infarto (studio
epidemiologico).(Davis
H.,... - Inhaled beta-agonists may increase risk of acute
coronary syndromes Chest
2002;121:846-851)
All'ultimo
congresso dell'Accademia Americana di Allergologia ed Immunologia
Clinica alcuni ricercatori canadesi hanno presentato uno studio per
un possibile uso in futuro dell'adrenalina anche per via
sublinguale: gli studi sull'animale hanno dimostrato che
l'adrenalina sublinguale viene assorbita rapidamente in circolo, per
cui in futuro si pensa ad un'applicazione sull'uomo.
La
presenza di disturbi asmatici nella seconda infanzia, si può
tramutare in asma da adulti: studiosi del Southampton
General Hospital dichiarano di aver seguito sin dalla nascita 100
pazienti che avevano almeno un genitore atopico; hanno appurato che
il 60% dei pazienti con asma in età adulta risultava già positivo
ai test all'età di 2 anni e mostrava iperreattività bronchiale già
all'età di 11 anni.
L'allergia
alle arachidi può essere scatenata anche da un bacio:
studiosi dell'Università della California hanno verificato come 15
su 442 pazienti allergici alle arachidi hanno avuto una recidiva
dopo aver baciato una persona che aveva mangiato arachidi.
Asma
professionale da sali di persolfato in una parrucchiera:
alcuni ricercatori spagnoli descrivono il caso di una
paziente che andava incontro a rinocongiuntivite allergica seguita
da asma bronchiale dopo aver terminato il lavoro.
Descrizione
di un caso di orticaria da contatto e di asma da inalazione di
polline di composite in un fioraio:
dei ricercatori tedeschi descrivono il caso di una paziente di 42
anni che ha sviluppato una orticaria da contatto e dopo alcune ore
un attacco asmatico per inalazione di polline di asteracee.
L'immunoterapia
contro l'acaro della polvere determina una maggiore protezione dalla
comparsa di nuove sensibilizzazioni:
un gruppo di studio in Italia ha dimostrato, con una ricerca durata
6 anni dopo l'interruzione dell'immunoterapia, che nel gruppo di
bambini che eseguiva il vaccino comparivano meno nuove sensibilita'
rispetto al gruppo di controllo.
L'uso
dei detersivi si associa a disturbi di dermatite, asma e
congiuntivite: in Italia alcuni
ricercatori hanno rivelato che l'uso dei detersivi si associa allo
sviluppo di dermatiti, anche per l'alterazione del pH.
Effetti
dell'esercizio fisico regolare sull'asma nei bambini: dei
ricercatori olandesi hanno studiato circa 50 bambini asmatici,
sottoponendoli ad un regolare programma di attivita' fisica, sia di
gruppo che domiciliare, dimostrando che si ottiene sia una migliore
condizione di forma fisica che un aumento della convinzione di poter
fronteggiare l'asma.
I
farmaci broncodilatatori non comportano doping nello sport:
alcuni studiosi norvegesi hanno dimostrato che
l'uso del formoterolo, uno dei farmaci broncodilatatori, non
comporta un aumento della performance sportiva rispetto a chi non lo
assume.
L'aggiunta
di omalizumab (il nuovo farmaco anti-IgE) alla normale terapia
dell'asma determina una riduzione delle crisi amatiche ed un ridotto
bisogno di cortisonici inalatori: un
gruppo di ricercatori del Wisconsin ha valutato una chiara riduzione
del consumo di cortisonici, per cui prevedono una particolare
utilita' nei pazienti che non tollerano o che hanno effetti
collaterali dai cortisonici.
Gli
adolescenti (maschi e femmine) tendono a non riferire e a non
curarsi l'asma:
alcuni ricercatori inglesi hanno studiato 363 adolescenti
rivelando che sia quelli appartenenti a famiglie di allergici che
non hanno la tendenza a non curarsi l'asma.
L'esposizione
alle esalazioni derivanti dalla cottura di alimenti nelle
cucine puo' determinare una immediata limitazione della
respirazione: uno studio di alcuni
ricercatori dell'Universita' di Singapore ha rivelato che
l'esposizione per 10 minuti alle esalazioni provenienti dalla cucina
si associa ad una limitazione della funzione respiratoria;
probabilmente questo fenomeno in Asia e' accentuato a causa delle
abitudini culinarie che prevedono alte temperature e molte spezie.
Una
segnalazione di sindrome di Churg Strauss dopo assunzione di
montelukast:
la segnalazione proviene dal Lister Hospital di Stevenage (Gran
Bretagna): e' stata descritta una imponente riduzione
dell'eosinofilia con l'allontanamento del montelukast.
L'aumentato
consumo di acidi grassi polinsaturi si puo' associare ad un
aumentato sviluppo di asma:
su un'importante rivista scientifica e' stato pubblicato lo studio
eseguito da un gruppo di ricercatori australiani che ha dimostrato
che aumentando gli acidi grassi polinsaturi, aumenta anche il
rapporto omega6/omega3 a favore degli omega6 che sono implicati
nella produzione di prostaglandina E2, implicata nell'infiammazione
dell'asma.
Complicazioni
insorte in gravidanza o durante il parto, malattie durante la prima
settimana di vita e basso peso alla nascita sono cause di aumento
del rischio di asma infantile: alcuni
studiosi francesi hanno coordinato uno studio su circa 4000 neonati,
dimostrando un maggior rischio di sviluppare l'asma in tutti quei
casi con problemi durante la gravidanza o il parto.

Le
donne obese avrebbero un rischio di sviluppare asma circa doppio
rispetto a donne non obese: ricercatori
dell'Universita' di Ottawa hanno mostrato che donne con un indice di
massa corporea pari o superiore a 30 kg/mq sviluppano l'asma con una
frequenza pari a 1,9 volte rispetto a donne con un indice di 20-25
kg/mq; questi risultati non sono stati ritrovati per gli uomini, per
i quali l'obesita' non determinerebbe un aumento del rischio di
asma.
Portare
a scuola cartelle pesanti determina atteggiamenti cifotici della
colonna vertebrale ed una riduzione dei volumi polmonari:
dei ricercatori cinesi hanno dimostrato che una cartella
che pesa piu' del 10% del peso del bambino determina una riduzione
dei volumi respiratori.
Bambine
dell'eta' di 9-11 anni obese o con aumentato peso diventano con piu'
facilita' asmatiche all'eta' di 11-13 anni:
alcuni ricercatori in Arizona hanno evidenziato questi dati che
indicano come un controllo del peso nelle bambine a quell'eta' possa
essere uno dei provvedimenti utili a ridurre la prevalenza dell'asma
successivamente.
Durante
i temporali aumenta il numero di attacchi asmatici:
su una importante rivista
scientifica alcuni studiosi australiani hanno dimostrato che si
verificava un aumento del numero di attacchi d'asma in occasione di
temporali, probabilmente perche' si realizzano delle correnti d'aria
fredde che determinano una concentrazione dei pollini a livello del
terreno.
Mediante
la genetica molecolare si possono produrre specie di graminacee che
producono polline che non genera piu' allergie:
alcuni ricercatori del Laboratorio di biotecnologie e di
Biologia molecolare delle piante di Melbourne, Australia, hanno
sviluppato una specie di Lolium (utilizzato per il prato inglese)
che non produce polline allergenico.
Dimostrata
una diretta relazione tra aumento dell'inquinamento e aumento delle
visite presso i medici di base per disturbi di rinite allergica:
alcuni ricercatori inglesi hanno evidenziato come l'aumento di
sostanze inquinanti come il biossido di zolfo e l'ozono provochi un
peggioramento dei disturbi rinitici ed un aumento delle visite
ambulatoriali presso i medici di base.
Dopo
tre anni di immunoterapia si dimostra una riduzione della allergia
verso la sostanza vaccinata, ma anche un miglioramento dei
disturbi respiratori non legati ad essa:
questo studio fatto in Svizzera ha dimostrato che dopo
tre anni di vaccino oltre a migliorare i disturbi legati alla
sostanza vaccinata, sono migliorati anche quelli "aspecifici"
con una chiara riduzione dell'uso di farmaci sintomatici.
Non
c'e una differenza statisticamente significativa nella valutazione
dei test cutanei eseguiti durante il periodo di pollinazione e negli
altri mesi dell'anno:
uno studio eseguito in Turchia ha dimostrato che durante
il periodo pollinico c'e' solo un lieve incremento del diametro dei
pomfi, ma che nella sostanza la valutazione del test e' ugualmente
efficace.
L'uso
dell'anticorpo monoclonale anti-IgE (omalizumab) riduce l'uso della
terapia con i cortisonici nell'asma:
uno studio fatto da ricercatori dell'Universita' di Southampton ha
dimostrato che l'uso dell'omalizumab in pazienti in terapia
steroidea ha consentito una notevole riduzione della stessa.
Le
riaccensioni asmatiche che compaiono nella fase premestruale possono
essere causate dalla caduta dei livelli di progesterone:
durante il convegno annuale
della Thoracic Society of Asutralia and New Zealand si e' dimostrata
una evidente associazione tra sindrome premenstruale, caduta dei
livelli di progesterone e diminuita funzionalita' respiratoria (si
e' quindi ipotizzato che una correzione ormonale potrebbe essere la
soluzione ottimale per ridurre i disturbi asmatici premestruali).

L'obesita'
nei bambini aumenta le probabilita' che possano diventare asmatici:
durante il congresso annuale dell'Ameriacn Thoracic Society tenuto a
S.Francisco un ricercatore californiano ha mostrato i risultati di
uno studio che ha coinvolto circa 3000 bambini; si dimostra come ci
sia una maggiore associazione tra un elevato indice di massa
corporea e l'asma.
I
bambini nati da parto cesareo sviluppano piu' spesso l'asma da
adulti: uno
studio eseguito in Finlandia ha osservato che gli asmatici erano
nati piu' frequentemente da parto cesareo; anche se questo non
dimostra che il parto cesareo eserciti una qualche influenza sullo
sviluppo dell'allergia.
L'immunoterapia
esercita una diretta influenza sui meccanismi dell'infiammazione
immunologica che viene attivata nelle allergie: uno
studio italiano ha dimostrato che i vaccini per le allergie
determinano una riduzione della concentrazione di sostanze come
l'IL-1 e il TNF-alpha rispetto ai pazienti utilizzati come
controllo.
I
pazienti affetti da asma da salicilati possono utilizzare come
antinfiammatorio il rofecoxib: in
Polonia e' stato accertato, mediante test di tolleranza, che il
rofecoxib non e' responsabile di reazioni nei pazienti che soffrono
di asma da salicilati (studio pubblicato su una importante rivista).
Gli
antistaminici non sono importanti nella cura dell'asma: dal
Minnesota una conferma del ruolo secondario degli antistaminici
nell'asma: controllando la rinite allergica esercitano
indirettamente un'azione utile di supporto agli altri farmaci
indispensabili alla cura dell'asma.
I
neonati con basso peso alla nascita possono sviluppare l'asma nella
prima infanzia con maggiori probabilita': in
uno studio americano eseguito su circa 8000 neonati si e' visto che
la prevalenza dell'asma aumentava da 6,7% fino a 21,9% man mano che
si riduceva il peso alla nascita.
Un'intensa
attivita' fisica nei bambini sembra essere associata ad un ridotto
rischio di asma bronchiale in adolescenza: uno
studio eseguito in Danimarca ha dimostrato che c'e' una minore
percentuale di asmatici nel gruppo di bambini che hanno eseguito
intensa attivita' fisica.
E'
stato dimostrato che i fuochi d'artificio possono essere causa di
attacchi asmatici in bambini con asma bronchiale:
negli U.S.A. nel 1997 ben 8300 ricoveri in pronto
soccorso sono stati causati da attacchi asmatici acuti sopravvenuti
durante i fuochi pirotecnici, a causa degli irritanti contenuti in
essi, come il diossido di zolfo.
Da
un'analisi dei decessi avvenuti per shock anafilattico da alimenti
si evince che nel 90% dei casi essi sono dovuti ad assunzione di
arachidi e/o noccioline: in uno
studio americano 30 su 32 casi analizzati sono stati causati da
assunzione di arachidi e/o noccioline; 31 su 32 casi sapevano gia'
di essere allergici ed erano asmatici;nessuno aveva l'adrenalina con
se'.
Si
puo' ridurre la possibilita' di ammalarsi d'asma adottando una buona
igiene ambientale domestica: in base
ai dati comuncati dallo studio NHANES III (Third
National Health and Nutrition Examination Survey),
l'eliminazione degli allergeni e degli irritanti domestici e'
potenzialmente in grado di ridurre del 39% la frequenza dei casi di
asma bronchiale.
La
vaccinazione verso le Graminacee risulta estremamente efficace nei
pazienti asmatici: uno studio
londinese ha ulteriormente affermato che l'immunoterapia e' efficace
almeno quanto i cortisonici nella cura dell'asma, e che, pur piu'
costosa, in pazienti selezionati produce risultati sul lungo periodo
fino a poter definitivamente modificare il progredire della
malattia.
L'esecuzione
regolare della spirometria nei bambini asmatici consente di predire
un attacco asmatico: in uno studio
eseguito a Boston su un elevatissimo numero di casi (14.000 bambini
seguiti per 15 anni) si e' accertato che il FEV1
si rivelava utilissimo nel predire un attacco asmatico; in
particolare si e' visto che i bambini con un FEV1 < 60% avevano
una maggiore probabilita' di rischio di attacco asmatico pari a 2.1
volte rispetto a quelli con il FEV1 > 80%.
L'olio
di pesce potrebbe essere utile nella cura dell'asma:
alcuni ricercatori giapponesi hanno verificato come
l'incidenza in Greenland Inuits sia estremamente bassa (popolazioni
che nella loro alimentazione di base vedono alte percentuali di olio
di pesce); l'ipotesi avanzata e' che l'olio di pesce possa
determinare una riduzione degli eosinofili grazie al DHA, un acido
che si trova nell'olio di pesce.
Il
dosaggio della triptasi puo' essere d'aiuto per identificare i
soggetti a rischio di reazioni allergiche da punture di insetti
pericolose per la vita: in uno studio
tedesco sono stati studiati 114 soggetti con reazioni allergiche a
punture di insetti; in 12 di essi sono stati trovati elevati livelli
di triptasi (un enzima presente nelle cellule - i mastociti -
coinvolte nella reazione allergica) e 9 di loro avevano avuto una
grave reazione anafilattica.
Il
rapporto tra l'uso di cortisonici inalatori e quello di
broncodilatatori e' un indice di qualita' della terapia per l'asma:
questo studio inglese ha ulteriormente dimostrato, se
ancora ce ne fosse bisogno, che in una buona terapia per l'asma si
fa un uso maggiore di cortisonici inalatori e minore di
broncodilatatori (piu' elevato e' questo rapporto, migliore e' la
qualita' della terapia antiasmatica).
Sperimentata
terapia a lungo termine con claritromicina in anziani in trattamento
cronico con prednisone: i pazienti
sono stati trattati per un anno con l'antibiotico claritromicina e
hanno ridotto l'uso del cortisonico e hanno visto migliorare i
parametri funzionali respiratori. Ovviamente questo studio
effettuato a Chicago, per il numero limitato di casi studiati (e'
stato effettuato su tre pazienti), e' solo un invito ad effettuare
studi in doppio cieco su campioni significativi di pazienti.
L'immunoterapia
specifica (i cosiddetti vaccini) riduce il rischio di sviluppare
l'asma in pazienti che soffrono di rinite allergica:
si e' visto che i pazienti che hanno
ricevuto l'immunoterapia dopo 2 anni resistevano meglio alla
provocazione bronchiale con la metacolina e il 50 % di essi mostrava
una risposta normale, mentre nel gruppo che non aveva ricevuto
l'immunoterapia il 9 % dei pazienti sviluppava l'asma.
Sperimentato
un metodo per abbassare la concentrazione di acari della polvere
nella camera da letto: in Australia
(regione in cui gli acari trovano condizioni favorevoli alla loro
crescita, visto l'elevato grado di umidita') si e' visto che il
lavaggio regolare (almeno una volta alla settimana) in acqua molto
calda di tutti gli effetti letterecci e l'uso continuo di fodere
antiacari per cuscini e materassi riduceva la concentrazione di
acari di circa 10 volte.

La
maggiore frequenza di asma bronchiale nei bambini americani di pelle
nera sembra che non sia dovuta a fattori genetici, bensi' a fattori
ambientali: infatti
le popolazioni di pelle nera in Africa hanno una frequenza di asma
molto bassa.
Riferiti
dei casi di reazioni allergiche asmatiche e/o rinitiche dopo aver
maneggiato in cucina piselli freschi e/o cavoli:
i pazienti sono risultati positivi ai test cutanei, ma negativi al
test di provocazione orale; quindi la reazione e' stata provocata
dalla dispersione nell'aria di particelle degli alimenti.
Diversi
pazienti con allergia alle noccioline riferiscono reazioni
allergiche cutanee dopo aver giocato a pallacanestro:
si e' dimostrato che l'allergene della nocciolina veniva trasportato
dalle mani di pazienti sani che ne avevano mangiate in precedenza,
tramite il pallone da basket.
Nelle
sigarette (con e senza filtro) e' stato isolato l'Aspergillus, una
muffa che puo' causare allergie: in
63 su 98 diversi marchi commerciali di sigarette sono stati trovati
diversi tipi di muffe, la piu' comune delle quali e' risultata l'Aspergillus.
I
nuovi farmaci inibitori della Cox-2 possono diventare delle ottime
alternative per i pazienti affetti da asma da aspirina.
L'allergia
al gatto puo' essere trasportata a distanza:
si puo' inalare l'allergene del gatto, pur non avendo un
gatto in casa, anche solo dagli abiti del nostro collega (che invece
il gatto in casa ce l'ha).
L'allergia
comincia a svilupparsi gia' nel feto:
si e' visto che gia' all'ottava settimana di gestazione
il feto e' capace di produrre IgE (gli anticorpi dell'allergia);
viene cosi' ulteriormente confermata l'importanza della prevenzione
ambientale sin dalla nascita.
I
cortisonici sistemici (compresse o fiale) si dimostrano piu'
efficaci dei cortisonici inalatori (spray) per risolvere una crisi
asmatica acuta:
nelle prime 4 ore migliora la funzione respiratoria nel
doppio dei pazienti e viene ospedalizzato un numero quattro volte
inferiore di pazienti; invece a sette giorni di distanza la risposta
nei due gruppi di pazienti e' sovrapponibile.
Riferiti
casi di epatite dopo assunzione di zafirlukast (nuova categoria di
molecole prescritte nell'asma): anche
la FDA, l'ente americano che sovrintende alla gestione dei farmaci
in America, ha imposto una correzione del foglietto illustrativo di
questo tipo di farmaci.
L'uso
frequente di paracetamolo puo' causare un'aumentata frequenza di
asma bronchiale e rinite: sembra che
determini una riduzione di una sostanza (GSH) con attivita'
antiossidanti presente nell'epitelio respiratorio
Il
riscaldamento globale del pianeta puo' essere una delle cause
dell'aumento delle allergie: uno
studio ha valutato la produzione di polline di ambrosia da parte di
piante mantenute in diversi livelli di CO2,
dimostrando che il polline aumentava da 5.5 grammi fino a 20 grammi
aumentando la CO2.
Respirare
con atti respiratori profondi puo' aiutare i pazienti asmatici:
si e' ipotizzato che durante atti respiratori profondi si
libera una sostanza ancora sconosciuta che mantiene aperte le via
aeree.
L'asma
bronchiale colpisce in misura maggiore le donne, probabilmente per
il ridotto calibro delle vie bronchiali:
uno studio effettuato su 18659 asmatici (da 0 a 44 anni) ha
dimostrato che l'asma colpisce di piu' i maschi fino alla puberta',
mentre dopo e' piu' presente nel sesso femminile.
Il
National Institute of Health americano ha riaffermato in un
documento ufficiale l'utilita' di un ciclo di cortisonici in donne
in gravidanza (24 sett. - 34 sett.) con rischio di parto pretermine:
riduzione del rischio di morte, della sindrome da
distress respiratorio e di emorragie cerebrali fetali.
Le
caratteristiche modificazioni immunologiche che sono provocate dalle
malattie allergiche possono determinare un'alterazione della
maturazione scheletrica con conseguente ritardo dello sviluppo e
della crescita: studiosi del
dipartimento di pediatria di Halle Wittenberg - Germania - hanno
analizzato i complessi rapporti tra le alterazioni del sistema
immunitario determinate dalle malattie allergiche e lo sviluppo del
sistema scheletrico, giungendo alla conclusione che le allergie
vanno inserite tra le malattie che possono causare disturbi della
crescita.
Il
fumo di sigaretta vanifica l'efficacia della terapia con cortisonici
inalatori nell'asma lieve: un gruppo di ricercatori
dell'Università di Glasgow ha dimostrato che i pazienti asmatici
fumatori che venivano sottoposti a cure con fluticasone inalatorio
non ottenevano i miglioramenti osservati dal gruppo di non fumatori;
importante è l'applicazione pratica che ne consegue per la gestione
della terapia dell'asma lieve in pazienti fumatori.
L'asma
viene gestita in modo diverso nei diversi stati europei:
uno studio eseguito da ricercatori dell'Università di
Antwerp - Belgio - dimostra come ci siano sistemi di gestione
dell'asma differenti in sette diversi stati europei e come ci sia
bisogno di una maggiore conoscenza delle linee guida per ottenere
una migliorata gestione della malattia (il più basso indice d'uso
di cortisonici/broncodilatatori è stato trovato in Italia ed in
Francia).
L'enzima
Fosfoinositide-3-chinasi (PI3Kgamma) tra le altre funzioni sembra
essere responsabile della degranulazione (attivazione) delle
mastcellule (una delle classi di cellule responsabili delle reazioni
allergiche): un gruppo di ricercatori di Torino e di
Friburgo ha pubblicato sulla rivista Immunity (marzo 2002) uno
studio che dimostra come la mancanza dell'enzima PI3Kgamma nei topi
blocca la reazione allergica edematosa appositamente provocata;
sembrerebbe quindi essere un enzima fondamentale per la funzione
delle mastcellule.
L'uso
massivo di broncodilatatori potrebbe aumentare il rischio di angina
e/o infarto: ricercatori di Seattle hanno condotto uno
studio dal quale è emerso il consiglio a prescrivere con cautela
broncodilatatori a pazienti a maggior rischio di infarto (studio
epidemiologico).
All'ultimo
congresso dell'Accademia Americana di Allergologia ed Immunologia
Clinica alcuni ricercatori canadesi hanno presentato uno studio per
un possibile uso in futuro dell'adrenalina anche per via sublinguale:
gli studi sull'animale hanno dimostrato che l'adrenalina
sublinguale viene assorbita rapidamente in circolo, per cui in
futuro si pensa ad un'applicazione sull'uomo.
La
presenza di disturbi asmatici nella seconda infanzia, si può
tramutare in asma da adulti: studiosi del Southampton
Genral Hospital dichiarano di aver seguito sin dalla nascita 100
pazienti che avevano almeno un genitore atopico; hanno appurato che
il 60% dei pazienti con asma in età adulta risultava già positivo
ai test all'età di 2 anni e mostrava iperreattività bronchiale
già all'età di 11 anni.
L'allergia
alle arachidi può essere scatenata anche da un bacio:
studiosi dell'Università della California hanno verificato come 15
su 442 pazienti allergici alle arachidi hanno avuto una recidiva
dopo aver baciato una persona che aveva mangiato arachidi.
Asma
professionale da sali di persolfato in una parrucchiera:
alcuni ricercatori spagnoli descrivono il caso di una
paziente che andava incontro a rinocongiuntivite allergica seguita
da asma bronchiale dopo aver terminato il lavoro.
Descrizione
di un caso di orticaria da contatto e di asma da inalazione di
polline di composite in un fioraio:
dei ricercatori tedeschi descrivono il caso di una paziente di 42
anni che ha sviluppato una orticaria da contatto e dopo alcune ore
un attacco asmatico per inalazione di polline di asteracee.
L'immunoterapia
contro l'acaro della polvere determina una maggiore protezione dalla
comparsa di nuove sensibilizzazioni:
un gruppo di studio in Italia ha dimostrato, con una ricerca durata
6 anni dopo l'interruzione dell'immunoterapia, che nel gruppo di
bambini che eseguiva il vaccino comparivano meno nuove sensibilita'
rispetto al gruppo di controllo.
L'uso
dei detersivi si associa a disturbi di dermatite, asma e
congiuntivite: in Italia alcuni
ricercatori hanno rivelato che l'uso dei detersivi si associa allo
sviluppo di dermatiti, anche per l'alterazione del pH.
Effetti
dell'esercizio fisico regolare sull'asma nei bambini: dei
ricercatori olandesi hanno studiato circa 50 bambini asmatici,
sottoponendoli ad un regolare programma di attivita' fisica, sia di
gruppo che domiciliare, dimostrando che si ottiene sia una migliore
condizione di forma fisica che un aumento della convinzione di poter
fronteggiare l'asma.
I
farmaci broncodilatatori non comportano doping nello sport:
alcuni studiosi norvegesi hanno dimostrato che
l'uso del formoterolo, uno dei farmaci broncodilatatori, non
comporta un aumento della performance sportiva rispetto a chi non lo
assume.
L'aggiunta
di omalizumab (il nuovo farmaco anti-IgE) alla normale terapia
dell'asma determina una riduzione delle crisi amatiche ed un ridotto
bisogno di cortisonici inalatori: un
gruppo di ricercatori del Wisconsin ha valutato una cheia riduzione
del consumo di cortisonici, per cui prevedono una particolare
utilita' nei pazienti che non tollerano o chehanno effetti
collaterali dai cortisonici.
Gli
adolescenti (maschi e femmine) tendono a non riferire e a non
curarsi l'asma:
alcuni ricercatori inglesi hanno studiato 363 adolescenti
rivelando che sia quelli appartenenti a famiglie di allergici che
non hanno la tendenza a non curarsi l'asma.
L'esposizione
alle esalazioni derivanti dalla cottura di alimenti nelle
cucine puo' determinare una immediata limitazione della
respirazione: uno studio di alcuni
ricercatori dell'Universita' di Singapore ha rivelato che
l'esposizione per 10 minuti alle esalazioni provenienti dalla cucina
si associa ad una limitazione della funzione respiratoria;
probabilmente questo fenomeno in Asia e' accentuato a causa delle
abitudini culinarie che prevedono alte temperature e molte spezie.
Una
segnalazione di sindrome di Churg Strauss dopo assunzione di
montelukast:
la segnalazione proviene dal Lister Hospital di Stevenage (Gran
Bretagna): e' stata descritta una imponente riduzione
dell'eosinofilia con l'allontanamento del montelukast.
L'aumentato
consumo di acidi grassi polinsaturi si puo' associare ad un
aumentato sviluppo di asma:
su un'importante rivista scientifica e' stato pubblicato lo studio
eseguito da un gruppo di ricercatori australiani che ha dimostrato
che aumentando gli acidi grassi polinsaturi, aumenta anche il
rapporto omega6/omega3 a favore degli omega6 che sono implicati
nella produzione di prostaglandina E2, implicata nell'infiammazione
dell'asma.
Complicazioni
insorte in gravidanza o durante il parto, malattie durante la prima
settimana di vita e basso peso alla nascita sono cause di aumento
del rischio di asma infantile: alcuni
studiosi francesi hanno coordinato uno studio su circa 4000 neonati,
dimostrando un maggior rischio di sviluppare l'asma in tutti quei
casi con problemi durante la gravidanza o il parto.
Le
donne obese avrebbero un rischio di sviluppare asma circa doppio
rispetto a donne non obese: ricercatori
dell'Universita' di Ottawa hanno mostrato che donne con un indice di
massa corporea pari o superiore a 30 kg/mq sviluppano l'asma con una
frequenza pari a 1,9 volte rispetto a donne con un indice di 20-25
kg/mq; questi risultati non sono stati ritrovati per gli uomini, per
i quali l'obesita' non determinerebbe un aumento del rischio di
asma.
Portare
a scuola cartelle pesanti determina atteggiamenti cifotici della
colonna vertebrale ed una riduzione dei volumi polmonari:
dei ricercatori cinesi hanno dimostrato che una cartella
che pesa piu' del 10% del peso del bambino determina una riduzione
dei volumi respiratori.
Bambine
dell'eta' di 9-11 anni obese o con aumentato peso diventano con piu'
facilita' asmatiche all'eta' di 11-13 anni:
alcuni ricercatori in Arizona hanno evidenziato questi dati che
indicano come un controllo del peso nelle bambine a quell'eta' possa
essere uno dei provvedimenti utili a ridurre la prevalenza dell'asma
successivamente.
Durante
i temporali aumenta il numero di attacchi asmatici:
su una importante rivista
scientifica alcuni studiosi australiani hanno dimostrato che si
verificava un aumento del numero di attacchi d'asma in occasione di
temporali, probabilmente perche' si realizzano delle correnti d'aria
fredde che determinano una concentrazione dei pollini a livello del
terreno.
Mediante
la genetica molecolare si possono produrre specie di graminacee che
producono polline che non genera piu' allergie:
alcuni ricercatori del Laboratorio di biotecnologie e di
Biologia molecolare delle piante di Melbourne, Australia, hanno
sviluppato una specie di Lolium (utilizzato per il prato inglese)
che non produce polline allergenico.
Dimostrata
una diretta relazione tra aumento dell'inquinamento e aumento delle
visite presso i medici di base per disturbi di rinite allergica:
alcuni ricercatori inglesi hanno evidenziato come l'aumento di
sostanze inquinanti come il biossido di zolfo e l'ozono provochi un
peggioramento dei disturbi rinitici ed un aumento delle visite
ambulatoriali presso i medici di base.
Dopo
tre anni di immunoterapia si dimostra una riduzione della allergia
verso la sostanza vaccinata, ma anche un miglioramento dei
disturbi respiratori non legati ad essa:
questo studio fatto in Svizzera ha dimostrato che dopo
tre anni di vaccino oltre a migliorare i disturbi legati alla
sostanza vaccinata, sono migliorati anche quelli "aspecifici"
con una chiara riduzione dell'uso di farmaci sintomatici.
Non
c'e una differenza statisticamente significativa nella valutazione
dei test cutanei eseguiti durante il periodo di pollinazione e negli
altri mesi dell'anno:
uno studio eseguito in Turchia ha dimostrato che durante
il periodo pollinico c'e' solo un lieve incremento del diametro dei
pomfi, ma che nella sostanza la valutazione del test e' ugualmente
efficace.
L'uso
dell'anticorpo monoclonale anti-IgE (omalizumab) riduce l'uso della
terapia con i cortisonici nell'asma:
uno studio fatto da ricercatori dell'Universita' di Southampton ha
dimostrato che l'uso dell'omalizumab in pazienti in terapia
steroidea ha consentito una notevole riduzione della stessa.
Le
riaccensioni asmatiche che compaiono nella fase premestruale possono
essere causate dalla caduta dei livelli di progesterone:
durante il convegno annuale
della Thoracic Society of Asutralia and New Zealand si e' dimostrata
una evidente associazione tra sindrome premenstruale, caduta dei
livelli di progesterone e diminuita funzionalita' respiratoria (si
e' quindi ipotizzato che una correzione ormonale potrebbe essere la
soluzione ottimale per ridurre i disturbi asmatici premestruali).

L'obesita'
nei bambini aumenta le probabilita' che possano diventare asmatici:
durante il congresso annuale dell'Ameriacn Thoracic Society tenuto a
S.Francisco un ricercatore californiano ha mostrato i risultati di
uno studio che ha coinvolto circa 3000 bambini; si dimostra come ci
sia una maggiore associazione tra un elevato indice di massa
corporea e l'asma.
I
bambini nati da parto cesareo sviluppano piu' spesso l'asma da
adulti: uno
studio eseguito in Finlandia ha osservato che gli asmatici erano
nati piu' frequentemente da parto cesareo; anche se questo non
dimostra che il parto cesareo eserciti una qualche influenza sullo
sviluppo dell'allergia.
L'immunoterapia
esercita una diretta influenza sui meccanismi dell'infiammazione
immunologica che viene attivata nelle allergie: uno
studio italiano ha dimostrato che i vaccini per le allergie
determinano una riduzione della concentrazione di sostanze come
l'IL-1 e il TNF-alpha rispetto ai pazienti utilizzati come
controllo.
I
pazienti affetti da asma da salicilati possono utilizzare come
antinfiammatorio il rofecoxib: in
Polonia e' stato accertato, mediante test di tolleranza, che il
rofecoxib non e' responsabile di reazioni nei pazienti che soffrono
di asma da salicilati (studio pubblicato su una importante rivista).
Gli
antistaminici non sono importanti nella cura dell'asma: dal
Minnesota una conferma del ruolo secondario degli antistaminici
nell'asma: controllando la rinite allergica esercitano
indirettamente un'azione utile di supporto agli altri farmaci
indispensabili alla cura dell'asma.
I
neonati con basso peso alla nascita possono sviluppare l'asma nella
prima infanzia con maggiori probabilita': in
uno studio americano eseguito su circa 8000 neonati si e' visto che
la prevalenza dell'asma aumentava da 6,7% fino a 21,9% man mano che
si riduceva il peso alla nascita.
Un'intensa
attivita' fisica nei bambini sembra essere associata ad un ridotto
rischio di asma bronchiale in adolescenza: uno
studio eseguito in Danimarca ha dimostrato che c'e' una minore
percentuale di asmatici nel gruppo di bambini che hanno eseguito
intensa attivita' fisica.
E'
stato dimostrato che i fuochi d'artificio possono essere causa di
attacchi asmatici in bambini con asma bronchiale:
negli U.S.A. nel 1997 ben 8300 ricoveri in pronto
soccorso sono stati causati da attacchi asmatici acuti sopravvenuti
durante i fuochi pirotecnici, a causa degli irritanti contenuti in
essi, come il diossido di zolfo.
Da
un'analisi dei decessi avvenuti per shock anafilattico da alimenti
si evince che nel 90% dei casi essi sono dovuti ad assunzione di
arachidi e/o noccioline: in uno
studio americano 30 su 32 casi analizzati sono stati causati da
assunzione di arachidi e/o noccioline; 31 su 32 casi sapevano gia'
di essere allergici ed erano asmatici;nessuno aveva l'adrenalina con
se'.
Si
puo' ridurre la possibilita' di ammalarsi d'asma adottando una buona
igiene ambientale domestica: in base
ai dati comuncati dallo studio NHANES III (Third
National Health and Nutrition Examination Survey),
l'eliminazione degli allergeni e degli irritanti domestici e'
potenzialmente in grado di ridurre del 39% la frequenza dei casi di
asma bronchiale.
La
vaccinazione verso le Graminacee risulta estremamente efficace nei
pazienti asmatici: uno studio
londinese ha ulteriormente affermato che l'immunoterapia e' efficace
almeno quanto i cortisonici nella cura dell'asma, e che, pur piu'
costosa, in pazienti selezionati produce risultati sul lungo periodo
fino a poter definitivamente modificare il progredire della
malattia.
L'esecuzione
regolare della spirometria nei bambini asmatici consente di predire
un attacco asmatico: in uno studio
eseguito a Boston su un elevatissimo numero di casi (14.000 bambini
seguiti per 15 anni) si e' accertato che il FEV1
si rivelava utilissimo nel predire un attacco asmatico; in
particolare si e' visto che i bambini con un FEV1 < 60% avevano
una maggiore probabilita' di rischio di attacco asmatico pari a 2.1
volte rispetto a quelli con il FEV1 > 80%.
L'olio
di pesce potrebbe essere utile nella cura dell'asma:
alcuni ricercatori giapponesi hanno verificato come
l'incidenza in Greenland Inuits sia estremamente bassa (popolazioni
che nella loro alimentazione di base vedono alte percentuali di olio
di pesce); l'ipotesi avanzata e' che l'olio di pesce possa
determinare una riduzione degli eosinofili grazie al DHA, un acido
che si trova nell'olio di pesce.
Il
dosaggio della triptasi puo' essere d'aiuto per identificare i
soggetti a rischio di reazioni allergiche da punture di insetti
pericolose per la vita: in uno
studio tedesco sono stati studiati 114 soggetti con reazioni
allergiche a punture di insetti; in 12 di essi sono stati trovati
elevati livelli di triptasi (un enzima presente nelle cellule - i
mastociti - coinvolte nella reazione allergica) e 9 di loro avevano
avuto una grave reazione anafilattica.
Il
rapporto tra l'uso di cortisonici inalatori e quello di
broncodilatatori e' un indice di qualita' della terapia per l'asma:
questo studio inglese ha ulteriormente dimostrato, se
ancora ce ne fosse bisogno, che in una buona terapia per l'asma si
fa un uso maggiore di cortisonici inalatori e minore di
broncodilatatori (piu' elevato e' questo rapporto, migliore e' la
qualita' della terapia antiasmatica).
Sperimentata
terapia a lungo termine con claritromicina in anziani in trattamento
cronico con prednisone: i pazienti
sono stati trattati per un anno con l'antibiotico claritromicina e
hanno ridotto l'uso del cortisonico e hanno visto migliorare i
parametri funzionali respiratori. Ovviamente questo studio
effettuato a Chicago, per il numero limitato di casi studiati (e'
stato effettuato su tre pazienti), e' solo un invito ad effettuare
studi in doppio cieco su campioni significativi di
pazienti.
L'immunoterapia
specifica (i cosiddetti vaccini) riduce il rischio di sviluppare
l'asma in pazienti che soffrono di rinite allergica:
si e' visto che i pazienti che hanno
ricevuto l'immunoterapia dopo 2 anni resistevano meglio alla
provocazione bronchiale con la metacolina e il 50 % di essi mostrava
una risposta normale, mentre nel gruppo che non aveva ricevuto
l'immunoterapia il 9 % dei pazienti sviluppava l'asma.
Sperimentato
un metodo per abbassare la concentrazione di acari della polvere
nella camera da letto: in Australia
(regione in cui gli acari trovano condizioni favorevoli alla loro
crescita, visto l'elevato grado di umidita') si e' visto che il
lavaggio regolare (almeno una volta alla settimana) in acqua molto
calda di tutti gli effetti letterecci e l'uso continuo di fodere
antiacari per cuscini e materassi riduceva la concentrazione di
acari di circa 10 volte.
La
maggiore frequenza di asma bronchiale nei bambini americani di pelle
nera sembra che non sia dovuta a fattori genetici, bensi' a fattori
ambientali: infatti
le popolazioni di pelle nera in Africa hanno una frequenza di asma
molto bassa.
Riferiti
dei casi di reazioni allergiche asmatiche e/o rinitiche dopo aver
maneggiato in cucina piselli freschi e/o cavoli:
i pazienti sono risultati positivi ai test cutanei, ma negativi al
test di provocazione orale; quindi la reazione e' stata provocata
dalla dispersione nell'aria di particelle degli alimenti.
Diversi
pazienti con allergia alle noccioline riferiscono reazioni
allergiche cutanee dopo aver giocato a pallacanestro:
si e' dimostrato che l'allergene della nocciolina veniva trasportato
dalle mani di pazienti sani che ne avevano mangiate in precedenza,
tramite il pallone da basket.
Nelle
sigarette (con e senza filtro) e' stato isolato l'Aspergillus, una
muffa che puo' causare allergie: in
63 su 98 diversi marchi commerciali di sigarette sono stati trovati
diversi tipi di muffe, la piu' comune delle quali e' risultata l'Aspergillus.
I
nuovi farmaci inibitori della Cox-2 possono diventare delle ottime
alternative per i pazienti affetti da asma da aspirina.
L'allergia
al gatto puo' essere trasportata a distanza:
si puo' inalare l'allergene del gatto, pur non avendo un
gatto in casa, anche solo dagli abiti del nostro collega (che invece
il gatto in casa ce l'ha).
L'allergia
comincia a svilupparsi gia' nel feto:
si e' visto che gia' all'ottava settimana di gestazione
il feto e' capace di produrre IgE (gli anticorpi dell'allergia);
viene cosi' ulteriormente confermata l'importanza della prevenzione
ambientale sin dalla nascita.
I
cortisonici sistemici (compresse o fiale) si dimostrano piu'
efficaci dei cortisonici inalatori (spray) per risolvere una crisi
asmatica acuta:
nelle prime 4 ore migliora la funzione respiratoria nel
doppio dei pazienti e viene ospedalizzato un numero quattro volte
inferiore di pazienti; invece a sette giorni di distanza la risposta
nei due gruppi di pazienti e' sovrapponibile.
Riferiti
casi di epatite dopo assunzione di zafirlukast (nuova categoria di
molecole prescritte nell'asma):
anche la FDA, l'ente americano che sovrintende alla gestione dei
farmaci in America, ha imposto una correzione del foglietto
illustrativo di questo tipo di farmaci.
L'uso
frequente di paracetamolo puo' causare un'aumentata frequenza di
asma bronchiale e rinite: sembra che
determini una riduzione di una sostanza (GSH) con attivita'
antiossidanti presente nell'epitelio respiratorio
Il
riscaldamento globale del pianeta puo' essere una delle cause
dell'aumento delle allergie: uno
studio ha valutato la produzione di polline di ambrosia da parte di
piante mantenute in diversi livelli di CO2,
dimostrando che il polline aumentava da 5.5 grammi fino a 20 grammi
aumentando la CO2.
Respirare
con atti respiratori profondi puo' aiutare i pazienti asmatici:
si e' ipotizzato che durante atti respiratori profondi si
libera una sostanza ancora sconosciuta che mantiene aperte le via
aeree.
L'asma
bronchiale colpisce in misura maggiore le donne, probabilmente per
il ridotto calibro delle vie bronchiali:
uno studio effettuato su 18659 asmatici (da 0 a 44 anni) ha
dimostrato che l'asma colpisce di piu' i maschi fino alla puberta',
mentre dopo e' piu' presente nel sesso femminile.
Il
National Institute of Health americano ha riaffermato in un
documento ufficiale l'utilita' di un ciclo di cortisonici in donne
in gravidanza (24 sett. - 34 sett.) con rischio di parto pretermine:
riduzione del rischio di morte, della sindrome da
distress respiratorio e di emorragie cerebrali fetali.
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